RECENSIONI

Antonello De Oto
Diritto e religione nell’Europa di mezzo: la Repubblica Ceca
Bononia University Press, 2012 • pp. 229 • Euro 25,00

È soprattutto la barriera linguistica che impedisce da sempre a tanti studiosi una vicendevole e approfondita conoscenza dei sistemi di diritto ecclesiastico nei vari Stati. Il ceco è una lingua complessa la cui conoscenza risulta spesso del tutto eccezionale e perciò vale generalmente per gli studiosi il brocardo: bohemica non leguntur – i testi cechi non si leggono. Tanto più risultano preziosi, dato questo stato di cose, i lavori pubblicati da autori stranieri che conoscono e hanno avuto modo di approfondire per la loro ripetuta permanenza in loco, sia la lingua che il sistema di relazioni giuridiche tra lo Stato ceco e le Chiese, potendo così riportare questa loro positiva esperienza nei paesi nativi. Tra gli autori che hanno fatto questo percorso annoveriamo Antonello De Oto, studioso di Diritto Canonico ed Ecclesiastico nei ruoli dell’Università di Bologna. Recentemente è uscito il suo ultimo lavoro monografico esclusivamente dedicato agli assetti del diritto ecclesiastico nella Repubblica ceca.
L’autore, a differenza di molti che hanno a diverso titolo scritto su queste tematiche, non fa principiare il suo lavoro dall’anno 1989 in cui si passò dallo Stato totalitario alla democrazia o dall’anno 1993, in cui lo Stato federale cecoslovacco si divise originando la Repubblica ceca e quella slovacca sovrane ed indipendenti. Egli invece, correttamente, presenta e ricostruisce i contesti storico-giuridici che hanno portato all’odierna regolamentazione del regime normativo delle Chiese nella Repubblica ceca e soprattutto si cura di analizzare, contestualmente, ampi periodi della storia religiosa del paese, avendo cura di trattare temi che hanno avuto ed hanno assoluta rilevanza nella formazione della società ceca come l’hussitismo, la controriforma asburgica e gli interventi operati nella cosiddetta stagione del giuseppinismo. Molte le fasi e i passaggi cruciali di questa articolata ricostruzione storico-socio-giuridica. Fasi importanti come i risvolti del concordato austriaco del 1855 o il riconoscimento da parte del giovane Stato cecoslovacco (nato nel 1918) delle Chiese di nuova istituzione (Chiesa evangelica dei Fratelli; Chiesa cecoslovacca hussita).
Assai dettagliatamente l’autore analizza poi il Modus vivendi, stipulato tra la Santa Sede e la Repubblica cecoslovacca a cavallo degli anni 1927 e 1928, un excursus che tocca sia il contenuto di questo Accordo che le circostanze della sua breve applicazione. Il libro non sfugge neppure al racconto e alla disamina socio-giuridica dello status e del destino crudele degli ebrei durante il Protettorato nazista di Boemia e Moravia e dello Stato slovacco filonazista durante la seconda guerra mondiale. Proseguendo in questa ricostruzione storico-normativa De Oto descrive il colpo di Stato comunista del 1948 entrando nei particolari dell’esposizione della politica ecclesiastica comunista nelle sue diverse fasi. Finora gli esperti italiani, più che altro storici, si erano occupati nella maggior parte dei casi soprattutto del periodo relativo alla Primavera di Praga del 1968. Al contrario, pochi avevano descritto, come invece l’Autore fa nel suo libro, il funzionamento delle strutture della Chiesa delle catacombe, la Chiesa nascosta fedele a Roma che agì sempre, ma con particolare forza, nel periodo successivo alla definitiva presa di coscienza della sconfitta del processo di riforma dello Stato comunista ceco. Questo approccio di ricerca, rappresenta per il lettore italiano una novità, dato che la tematica è stata approfondita finora piuttosto negli Stati di lingua tedesca. Nel contesto degli avvenimenti del 1989 e dello sviluppo successivo l’autore inserisce poi la compiuta esposizione della legge sulle Chiese e società religiose n° 308/1991, mettendo bene in evidenza con l’avvento della democrazia la rinnovata possibilità del riconoscimento ufficiale da parte dello Stato di altre Chiese. Nel libro De Oto non si lascia sfuggire, in questa complessa fase le circostanze problematiche annesse al riconoscimento dei Testimoni di Geova e della Chiesa dei Mormoni per un breve periodo dopo la caduta del regime.
Molto accurata anche la ricostruzione delle plurime fonti costituzionali ceche che l’autore compara con il dettagliato contenuto in materia delle varie leggi ordinarie. Soprattutto con riguardo alla vigente legge n. 3/2002 e agli interventi della Corte Costituzionale ceca che ne hanno limato l’operatività in alcuni punti, enucleando pure il principio di laicità dello Stato ceco, similmente a quanto accaduto nell’ordinamento giuridico italiano con la sentenza della Consulta n. 203/1989. L’autore si cura di descrivere nei particolari anche la vicenda controversa del finanziamento pubblico delle Chiese nella Repubblica ceca, situazione legata in maniera strutturale alla querelle dei beni ecclesiastici sottratti in epoca comunista dallo Stato e mai indennizzati o restituiti alla Chiesa cattolica. L’autore correttamente contestualizza la mancata ratifica del Concordato con la Santa Sede, già firmato a livello governativo, con il clima che si respira a Praga e la percezione negativa dell’Accordo e del ruolo che nella società la religione e le Chiese occupano per la maggior parte della popolazione ceca. Tanto più De Oto mostra di apprezzare i tentativi del governo attuale di risolvere, in questo clima di fondo, le questioni scottanti sul tavolo. Anche molte altre linee di ragionamento giuridico attraversano questo interessante volume. Linee di analisi che riguardano temi centrali come il regime giuridico matrimoniale nella Repubblica ceca attraverso le diverse fasi storiche, lette in comparazione con il matrimonio concordatario in Italia. Il libro è concluso quindi da una riflessione geopolitica più ampia sulla posizione dell’Europa centrale negli avvenimenti mondiali e sul ruolo specifico della Repubblica ceca in Europa. A fornire riscontro, richiamo e sostegno all’ultimo capitolo che spazia negli scenari futuri di questo angolo di mondo, giustamente definito «terra di mezzo», terra che è cerniera tra Oriente e Occidente, è proprio la bella introduzione scritta dal precedente nunzio apostolico nella Repubblica ceca, monsignor Diego Causero. In non meno di otto pagine il presule presenta con uno sguardo personale ma tecnico e approfondito al contempo, la situazione religiosa attuale nella Repubblica ceca alla luce delle sue radici storiche. Una introduzione di peso che augura a questo bel volume di Antonello De Oto i meritati riconoscimenti accademici, auspicio al quale anche io mi associo.

(Stanislav Pribyl)


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