LA NUOVA EUROPA - RIVISTA INTERNAZIONALE DI CULTURA
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Dall'Archivio
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"La Nuova Europa" - 3/2010
:: EDITORIALE
Le risorse della verità

:: DOSSIER
Jerzy Popieluszko. Il prete dei cantieri

a cura di Angelo Bonaguro
Il destino del giovane padre Popiełuszko, trucidato dai servizi di sicurezza polacchi nell’84, è stato quello della vittima sacrificale. Ha concentrato su di sé tutto l’odio e l’impotenza di un regime che stava franando. Ricordiamo la sua figura nel momento della beatificazione del 6 giugno.

:: ARCHIVIO STORICO
Uno straordinario dibattito

di Antonij Chrapovickij, Nikolaj Berdjaev
La celebre antologia Vechi (La svolta), di cui l’anno scorso abbiamo ricordato il centenario, fu grande non solo per l’analisi sconvolgente dello stato della cultura russa che diede, ma anche per le reazioni che suscitò, e per il calibro dei personaggi che si espressero in merito. Pubblichiamo qui due lettere: la lettera di apprezzamento di un vescovo ortodosso e la risposta di uno degli autori. Questo breve dibattito tra due protagonisti della vita pubblica di allora è di straordinario interesse ancor oggi.

Questi crimini non possono essere giustificati
di Vladimir Putin

Mercoledì 7 aprile 2010 il primo ministro russo Vladimir Putin si è inginocchiato davanti al sacrario degli ufficiali polacchi a Katyn’. Il gesto, avvenuto qualche giorno prima del disastro aereo che ha decimato il governo polacco, si situava nel quadro di un’iniziativa di riavvicinamento tra i due popoli, che ha visto la Chiesa (ortodossa e cattolica) svolgere un importante ruolo di promozione, e alla quale i vertici civili hanno poi saputo dare un sorprendente contributo. Il discorso del premier russo in particolare si segnala per un taglio morale di altissimo livello.

Katyn’, la memoria di russi e polacchi
di Filipp Rjabych (intervista di Dmitrij Vlasov)
Su certi punti che toccano la nazione e il passato sovietico, il discorso di Putin appare più coraggioso e meno tentennante della stessa intervista a uno dei portavoce della Chiesa ortodossa russa, l’igumeno Filipp Rjabych.

 

:: PASSATO PROSSIMO
Il quartiere proibito di Berlino Est

a cura di Angelo Bonaguro 

Nella parte orientale di Berlino, una zona industriale viene trasformata nel dopoguerra dai sovietici in campo di prigionia, e poi dalla Stasi nel carcere giudiziario centrale della Germania Est.
Oggi è un museo-memoriale.

:: OPINIONI A CONFRONTO
La «Scuola» dello scandalo

di Delfina Boero
Un telefilm sui giovani divide la Russia. Il quadro che dipinge è spiacevole, deprimente. Per alcuni riflette solo una parte della realtà, per altri ha il merito di denunciare i mali della società. Per altri ancora, fra cui la regista, è un’opera d’arte, e quindi non va giudicata a partire da criteri sociologici.

I passi della memoria
di Giovanna Parravicini
Tendenze e controtendenze nella Russia di oggi: i tentativi del governo di gestire la memoria del passato, la riproposizione di Stalin come fattore di potenza nazionale, hanno visto un’inversione di rotta. Anche perchè hanno provocato la reazione della società civile.

La repressione delle campane
di Anna Bondarenko
Per azzerare la presenza cristiana in Russia, oltre ad eliminare fisicamente preti e luoghi di culto, dagli anni ‘20 e ‘30 si volle annullare anche il suono delle campane, quotidiano memento di Dio. L’incredibile pretesto per distruggere le antiche campane fu la fornitura di metallo per l’industrializzazione. Così, nonostante la reazione popolare, vennero abbattute e fuse decine di migliaia di campane. Una perdita irrimediabile per l’eredità culturale.

 

:: GROSSMAN INEDITO
Il destino di Stalingrado
di Pietro Tosco
Un foglietto sparso di pugno di Grossman, scoperto da Pietro Tosco negli archivi, getta una luce sorprendente sulle intenzioni profonde dello scrittore. Allo stesso tempo dice nella maniera più autentica e diretta quali erano le motivazioni reali dei combattenti della guerra mondiale. Tra queste motivazioni Stalin non c’era.

:: PIETRE MILIARI
La Chiesa e la cultura

di Sergej Bulgakov
Un’opera giovanile di Bulgakov, scritto nel 1906 e pubblicato prima della rivoluzione. Ancora gli manca lo spessore doloroso dell’esperienza, ma per questo stupisce ancor di più la lucidità con cui coglie l’origine della crisi incombente: la Chiesa si è ritirata dentro le sue mura. Il testo è pervaso dall’ansia profetica che il fuoco della fede torni a bruciare il mondo. In questa prospettiva anche la crisi della civiltà cristiana ha un senso provvidenziale.

:: IN MEMORIA
Uno starec del nostro tempo

di Tomáš Špidlík (intervista di Tomáš Kutil)
Ex toto corde, questo il motto cardinalizio di Tomáš Špidlík (1919-2010), gesuita ceco, massimo esperto di teologia orientale e immagine vivente della letizia. Ricordando l’amicizia fraterna che lo ha legato a Russia Cristiana sin dagli anni in cui teneva corsi a Seriate. Presentiamo stralci dell’intervista uscita in Repubblica ceca per i suoi 90 anni.

:: SEGNALAZIONI