parteciparvi provoca nell’uomo una reale metanoia, che si esprime in una conoscenza nuova e in una nuova educazione. Se l’oggetto della conoscenza è la verità, e la verità è Cristo, nella Liturgia facciamo l’esperienza di un incontro reale con la verità non come idea ma come persona. Infatti la Liturgia è il luogo del manifestarsi di Dio. Di qui il suo grande valore pedagogico: la Liturgia influisce sul fedele facendogli compiere un cammino, secondo il significato etimologico di educare. L’educatore deve impegnare integralmente la propria umanità per testimoniare al discepolo la verità. La Chiesa delle origini fondava la sua catechesi sul culto come esperienza vissuta e non semplice conoscenza intellettuale, come un atto d’amore.
La Chiesa vista con gli occhi della società laica: miti, preconcetti, punti dolenti
di Konstantin Eggert
In Russia lo Stato e la Chiesa sono in cerca di una propria identità. Il quadro sociale è caratterizzato da disgregazione, chiusura, sfiducia. Nella ricerca di un’ideologia unificante i russi guardano al presidente, alla Chiesa e all’esercito. La Chiesa, a causa della sua pesante eredità storica, non ha ancora riflettuto sul proprio rapporto con Stato e società. Molti russi cercano in lei un’identità nazionale più che cristiana, mentre lo Stato cerca un puntello ideologico al proprio autoritarismo. La teoria bizantina della sinfonia e la reale dipendenza economica dallo Stato fanno sì che oggi la Chiesa ortodossa sia parte dell’apparato. La vera battaglia ideale per il ruolo della Chiesa è sostenuta dall’intelligencija, al cui interno è in corso un vivace dibattito. Purtroppo tra i giovani intellettuali crescono gli umori anticlericali, alimentati dalle posizioni discutibili della Chiesa ufficiale. Per interrompere questa tendenza pericolosa bisogna che la Chiesa si stacchi dallo Stato e si rinnovi interiormente..
La testimonianza e la responsabilità del laico nella società
di Ksenija Lucˇenko
Tirando le somme dell’ultimo ventennio, tutti gli osservatori riconoscono la presenza di varie stratificazioni o subculture nella Chiesa ortodossa russa. A detta di molti la burocrazia ecclesiastica provoca la nascita dell’anticlericalismo. Il problema è la frantumazione della comunità ecclesiale; l’impostazione clericale fa sì che il laico medio non si senta parte della Chiesa ma solo «utente» di un’organizzazione che appartiene a vescovi e clero. La Chiesa ufficiale in realtà auspica nei suoi documenti la partecipazione dei laici alla vita civile e politica. I cristiani oggi sono attivi nei mass media e nella beneficenza, mentre in politica vince l’immagine deformata della Chiesa come paladina dei propri interessi di parte. Questo avviene per la mancanza di laici maturi socialmente impegnati. Per ora i cristiani sono attivi sul tema dell’aborto e del controllo elettronico dei dati personali. Il futuro della presenza della Chiesa in Russia è fortemente condizionato dalla divisione interna..
Il lavoro e l’ideale. Una lettura del ciclo scultoreo del Campanile di Giotto a Firenze
di Mariella CarlottiRispetto all’antichità classica il cristianesimo rinnova la concezione del lavoro umano, come partecipazione alla creazione divina. Firenze, città sbocciata dal lavoro dei suoi cittadini, ha voluto rappresentare alla base
del Campanile di Giotto lo sviluppo storico (il campanile scandisce il tempo) della civiltà umana tramite il lavoro a imitazione di Dio, eterno lavoratore. In una duplice teoria di formelle, esagonali in basso e romboidali in alto, si parte dalla creazione e dalle prime attività dell’uomo secondo il racconto biblico, per poi passare con la venuta di Cristo al progressivo incivilimento, con attività più raffinate come astronomia, architettura medicina sostenute dalle virtù cristiane: fede, speranza, carità. La forma più perfetta di lavoro è infine l’arte, che meglio di tutti plasma la realtà sul modello dell’ideale. Sul lato verso la cattedrale è rappresentato invece il lavoro che Dio compie nel mondo, i sette sacramenti. L’organicità di questa visione cristiana è il frutto maturo del Medioevo, che già sarà perso a metà del ‘400.
L’impegno del cristiano nel mondo: le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono felice l’uomo
di Giorgio Vittadini
In Occidente domina un’antropologia negativa: l’impegno sociale, politico ed economico dell’uomo è frutto dell’egoismo, di qui sfiducia e sospetto. Perciò solo lo Stato può essere garante dell’equità economica ed educativa. I cattolici, invece di rinnegare questa antropologia, l’hanno accettata aggiungendo un po’ di morale. Don Giussani e Giovanni Paolo II hanno ribaltato la questione: come dimostra il Medioevo, l’uomo ha un impeto creatore buono che si esprime anche nell’attività a fine di lucro. Il vero progresso nasce dal desiderio che si misura con la realtà. Quando l’impeto positivo decade, va sostenuto da un’opera di educazione e correzione per mezzo dei cosiddetti corpi intermedi: movimenti dal basso che creano nuove strutture capillari e tempestive, dove la libertà del singolo è potenziata dalla forma associativa. La politica deve sostenere e valorizzare questi tentativi. Fare appello all’impulso creativo è la riposta alla crisi attuale. Ma il desiderio non può essere programmato, va solo educato.