LA NUOVA EUROPA - RIVISTA INTERNAZIONALE DI CULTURA

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LA NUOVA EUROPA  5/2015

:: EDITORIALE

Presi da un’irriducibile fiducia


:: ANNIVERSARI: Aleksandr Men’


Non ha mai cessato di guidarci a Cristo

di Giovanna Parravicini
Padre Aleksandr Men’ oggi avrebbe 80 anni, se la mattina del 9 settembre 1990 non fosse stato colpito da un fendente alla nuca che gli ha tolto la vita mentre andava a prendere il treno per raggiungere la sua parrocchia. Eppure si ha la percezione che non se ne sia mai andato, che in tutti questi anni non abbia mai cessato di guidare a Cristo innumerevoli persone, e che la vita continui a traboccare in lui e intorno a lui.


L’eredità di padre Men’ per il XXI secolo

di Yves Hamant
Padre Men’ non ha varcato la soglia del XXI secolo, ma la sua esperienza di fede e il suo metodo di annuncio, intesi come un cammino proteso verso l’eternità, che si affaccia negli spiragli del quotidiano e ci attende e ci precede costantemente, trovano echi profondi quanto inattesi nella vita della Chiesa oggi. E non solo all’interno dell’ortodossia, ma anche nelle altre confessioni: ad esempio, nel magistero di papa Francesco.


Sono certo della vittoria dello Spirito
di Aleksandr Men’

Nel novembre 1989 padre Aleksandr (mancavano dieci mesi alla sua morte)  poté per la prima volta accettare l’invito di Russia Cristiana e venire in Italia. Vari centri culturali lo chiamarono a parlare della sua esperienza. Abbiamo ritrovato la registrazione dell’incontro svoltosi al Centro culturale Pier Giorgio Frassati di Torino, diretto da Paolo Gardino.


Padre Men’ nell’archivio di Russia Cristiana

di Rostislav Kolupaev
Padre Aleksandr Men’ è ancor oggi uno fra gli autori più letti. I suoi libri vengono ristampati a grandi tirature, tradotti in altre lingue, la sua eredità viene studiata e divulgata. A venticinque anni dal suo martirio restano fondi documentari inesplorati sulla sua rete di rapporti con le realtà più diverse. Fra questi, alcuni sono custoditi nell’archivio di Russia Cristiana.


:: PIETRE MILIARI

Fanatismo, ortodossia e verità

di Nikolaj Berdjaev

«Al fanatico il diavolo sembra sempre più forte e terribile, crede più in lui che in Dio»: sembra la descrizione dei sentimenti di molti odierni difensori dell’ortodossia cristiana. Sono parole del filosofo Berdjaev che nel 1931, in circostanze storiche inquietanti, proclamava che la paura è incompatibile con la fede nel Risorto. Il senso di  minaccia e la contrapposizione al mondo indicano  mancanza di fede. L’intollerante difesa di una verità immobile è segno di sfiducia nell’uomo: la verità è un compito infinito e non conosce paura.
 

:: OPINIONI A CONFRONTO

A proposito di arte e testimonianza

di Marta Dell’Asta
Credenti infuriati che abbattono opere d’arte ritenute oscene. Disprezzo e polemica da parte del mondo laico. Sembra che non si possa fermare questo crescendo di incomprensione reciproca che spacca ancor più la società russa. Nella stessa Chiesa ortodossa si sentono voci discordi, e tuttavia, anche nel vociare confuso s’impone la posizione «vulnerabile» della misericordia evangelica.


Compito della Chiesa non è combattere il male
di Aleksej Uminskij
Qual è, e quale dovrebbe essere il volto della Chiesa oggi, nei tanti conflitti che stiamo vivendo. Come deve porsi di fronte a un potere e a un mondo che la criticano ma attendono qualcosa da lei. E come rispondere allo spirito di distruzione che si diffonde ovunque. Risponde padre Aleksej Uminskij, oggi uno dei parroci più noti nella capitale russa.


La Gioventù ortodossa sulla «Linea Stalin»
di Paolo Polesana
Un grande parco tematico, un polo di attrazione non lontano da Minsk, nella campagna bielorussa, dove accorrono turisti e famiglie. La «Linea Stalin», parco per famiglie dove ammirare vestigia di guerra, quest’estate ha ospitato un festival diocesano della gioventù ortodossa bielorussa. Tra le proteste, qualcuno ha risposto senza spirito polemico.


L’Istituto teologico estivo di Kiev
di Paolo Polesana
Si è tenuto dal 19 luglio al primo agosto l’annuale ciclo di incontri e testimonianze chiamato Istituto teologico estivo di Kiev, quest’anno convocato attorno al tema: «Verità, memoria e riconciliazione». Decine di persone provenienti da vari paesi si ritrovano per studiare e condividere. Un’esperienza che contraddice radicalmente l’atmosfera di guerra.


All’origine di una felice intuizione

di  Konstantin Sigov (intervista di Paolo Polesana)

 

:: IL MONDO DELL’ARTE

L’iconografia di san Vladimir (XV-XVI sec.)

di Natal’ja Abramenko
Storicamente, la riflessione sul ruolo di Vladimir nella storia e cultura del popolo russo venne affidata in particolare alla sua rappresentazione in icone, affreschi e oggetti d’arte applicata. Questa sintesi di un amplissimo studio, apparso recentemente a cura dell’università ortodossa San Tichon, ripercorre insieme all’iconografia del santo principe anche alcuni snodi centrali della cultura russa.


La verità è una strada
di Svetlana Aleksievic
A pochi giorni dall’assegnazione del Nobel per la letteratura, a Berlino la Aleksievic ha tenuto una conferenza stampa dove, oltre ai temi politici, ha toccato alcuni punti salienti della sua visione che mette spietatamente a nudo la verità.


:: RUSSIA CRISTIANA NOTIZIE

La «comunità volante» a Seriate
di Dmitrij Strocev
Il 18 agosto scorso un’ottantina di ragazzi provenienti da Russia, Bielorussia, Ucraina, Georgia si sono incontrati a Seriate, per conoscere padre Scalfi, ascoltare la sua testimonianza e testimoniare, a loro volta, l’imprevedibile avventura che ha dato vita alla «comunità volante». Di questa storia parla il poeta bielorusso Dmitrij Strocev, che è tra i suoi protagonisti.


:: ARCHIVIO STORICO

Una vita donata. Ricordando Vasyl’ Stus
di Caterina Dell’Asta
Trent’anni fa moriva in lager Vasyl’ Stus, un dissidente secondo lo spirito più alto del dissenso: pronto a dare la vita per la verità, ma senza odiare nessuno. È vissuto lontano dai riflettori della capitale, in quella che allora era la periferia ucraina dell’URSS. Accusato di nazionalismo, in realtà lo sosteneva la fede religiosa, ed ha consegnato la vita nelle mani di Dio, sicuro che il suo sacrificio avrebbe portato frutto.

 

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