LA NUOVA EUROPA - RIVISTA INTERNAZIONALE DI CULTURA

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LA NUOVA EUROPA  4/2015

:: EDITORIALE

Crescere nell’unità, rinascere in Cristo


:: ANTONIJ DI SUROŽ.

L’AUDACIA DELLA FEDE

Voglio dire solo quel che matura nell’anima...

di Antonij di Surož
Pubblichiamo parte di una conversazione privata del metropolita Antonij avve-nuta a Londra l’8 giugno 2000, e registrata da Elena Majdanovič. Questo breve testo, che non entra nell’edizione delle opere in russo, era stato pubblicato dal settimanale «Russkaja mysl’», 20-26 luglio 2000. Colpisce la straordinaria libertà del pensiero, l’approccio originale verso la tradizione alla luce dell’«unico necessario».


Lettera ai giovani ortodossi

di Antonij di Surož
Il 1990, all’indomani del crollo del muro di Berlino e alla vigilia della scomparsa dell’URSS, è per le Chiese ortodosse di tutto il mondo un anno di svolta. In giugno il metropolita Antonij risponde a una lettera dell’Unione mondiale dei giovani ortodossi che sollecitano i propri vescovi ad affrontare le sfide poste dal nuovo periodo storico.


L’audacia della fede
di Dmitrij Strocev

Dal 2 al 6 marzo di quest’anno si è svolto a Varigotti, in Liguria, un inedito seminario internazionale tra docenti e studenti italiani, russi, ucraini e bielorussi che da mesi lavoravano sull’eredità del metropolita Antonij di Surož. Presentiamo la testimonianza del poeta bielorusso Strocev, che in qualche modo si è scoperto figlio di entrambi.


I testimoni della verità e la tradizione

di Konstantin Sigov
I testimoni sono una generazione che scompare? La domanda se siamo testimoni della verità è la domanda teologica cruciale del metropolita Antonij di Surož, a buon diritto considerato oggi un Padre della Chiesa.


Un padre che ci riporta all’essenziale

di Aleksej Uminskij
La trasmissione della fede avviene da persona a persona, ed oggi un parroco moscovita che per ragioni anagrafiche non poté allora conoscere il metropolita Antonij, può dirsi a pieno titolo suo figlio spirituale. Grazie ad altri figli spirituali che hanno reso vita l’insegnamento che avevano ricevuto.

 

:: RICOSTRUIRE IL MOSAICO

Ortodossi d’Italia

di Maurizio Vitali

Data dagli anni ’90 la massiccia immigrazione in Italia di persone di religione ortodossa, principalmente slavi e romeni. Grazie a un ecumenismo pratico e generoso, centinaia di chiese cattoliche ospitano oggi le nuove parrocchie ortodosse. Ma è lo scontro col laicismo che può stimolare gli ortodossi della diaspora a sfrondare la fede «etnica» per tornare al cuore del cristianesimo.


Nella terra di sant’Ambrogio
di Nikolaj Makar (intervista di Maurizio Vitali)
Il parroco della comunità del patriarcato di Mosca a Milano racconta il suo ministero tra gli emigrati, fatto di vita sacramentale, accoglienza ed educazione, che ha come centro la presenza di Cristo.


Il fascino della cultura cristiana
di Sergio Mainoldi (intervista di Maurizio Vitali)
L’ecumenismo «dal basso», il martirio, il ruolo di Francesco e Be-nedetto XVI nel dialogo fra cristiani. Ne parla il parroco ortodosso (patriarcato di Costanti-nopoli) di San Remo, che ha scoperto la fede studiando filosofia.


Se Cristo non è al centro...
di Andrej Desnickij
In questa «riconversione» a Cristo, al centro che dà significato alla Chiesa stessa, sta l’esperienza più vera e profonda di un ecumenismo inteso come aiuto reciproco, pur nella diversità di culture e di tradizioni, a ritrovare la verità e l’unità della vita. Una domanda a cui non può sottrarsi neppure chi da anni vive nella Chiesa, o addirittura, come l’autore di questo scritto, è uno studioso di teologia.


Ekaterina Genieva: in dialogo con il mondo
di Giovanna Parravicini
Ha combattuto fino in fondo la «buona battaglia», guidando una grande organizzazione come la Biblioteca di Lette-ratura Straniera con straordi-nario tatto e professionalità, ma senza rinunciare mai, nemmeno in tempi difficili, allo spirito di apertura umana e cristiana che le aveva insegnato padre Aleksandr Men’.
 

:: OPINIONI A CONFRONTO

Noi siamo l’antidoto

di  Lev Ponomarëv (intervista di Marta Dell’Asta)
Le foto delle strade piene di cittadini che chiedono libertà e riforme oggi sembrano ap-partenere a un lontano passato. Dov’è finita l’opposizione che si riuniva in piazza Bolotnaja negli anni 2000? Risponde un vecchio dissidente che è stato all’opposizione prima e dopo la caduta del regime: Lev Ponomarëv, 74 anni, ex deputato, braccio destro di Sacharov e creatore di molte iniziative civili.


Nella rete di Putin

di  Angelo Bonaguro
L’attuale leadership russa dedica molta attenzione e risorse alle strategie comunicative per controllare l’opinione pubblica. Nella nuova ideologia proposta soprattutto ai giovani, troviamo l’interessante riproposizione della figura del «padre» ma in chiave autoritaria. E per impedire il sereno confronto col mondo, si usano i media come nuova «cortina di ferro».


Le sofferenze e la libertà
di Svetlana Aleksievic (intervista di Ol’ga Gerdt)
Svetlana Aleksievic è una scrittrice bielorussa che ha il dono di voler «mettere il dito nella piaga» del presente: ha scritto delle guerre nascoste, dell’Afghanistan, di Cernobyl’. Recentemente ha parlato, in un’intervista a «The New Times»*, della presenza dell’odio nella società russa e dei sogni che finiscono nel sangue.


Diario aperto
di Boris Chersonskij
Leggendo le pagine, in versi e in prosa, di questo curioso «Diario aperto» dell’anno 2014 visto dall’Ucraina, colpisce la lucidità e il senso civico di un uomo che, coinvolto dagli eventi, non se ne lascia ricattare, ma li filtra alla luce di una domanda umana, dell’esigenza di libertà e di responsabilità. Ne proponiamo alcuni stralci esemplificativi, senza nessuna pretesa di ricostruire un anno di storia, neppure nei suoi momenti salienti.


 

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