LA NUOVA EUROPA - RIVISTA INTERNAZIONALE DI CULTURA

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LA NUOVA EUROPA  4/2013

:: EDITORIALE

La bellezza rompe il nostro limite


:: MEETING 2013

Una delle mostre presenti al Meeting di Rimini, «La luce splende nelle tenebre», dedicata alla testimonianza della Chiesa ortodossa russa durante il periodo delle persecuzioni, presenta fra le figure di vescovi e sacerdoti anche quella di un laico, Michail Novosëlov (1864-1938). La sua figura si inserisce tra quelle di coloro che vissero il travaglio dell’epoca, cioè la necessità di ritrovare le ragioni di una fede spesso vissuta passivamente, formalmente, come un castello di definizioni dogmatiche o un elenco di norme morali cui sottostare.


Michail Novosëlov: la vera rivoluzione è una Presenza

di Giovanna Parravicini, Gisella Zenovelli


La via smarrita della conoscenza di Dio per esperienza

di Michail Novosëlov


Lettera aperta al conte Lev Tolstoj

di Michail Novosëlov


:: RICOSTRUIRE IL MOSAICO

Gli apostoli degli slavi e la Sede di San Pietro

di Sergej Brjun
L’inculturazione degli slavi fu possibile grazie alla sinergia dei due grandi polmoni della Chiesa unita, Roma e Bisanzio. Nell’opera evangelizzatrice di Cirillo e Metodio non è essenziale la resistenza opposta dai latini, né la riduzione nazionale operata in seguito dagli ortodossi; ciò che resta è il grande respiro universale che mosse i due fratelli, e che convinse il papa a benedire la loro opera.


La poesia liturgica

di Ol’ga Sedakova
Negli inni dell’officio bizantino la forma poetica è essenziale nel comunicare il contenuto e il sentimento della fede. La poetessa Ol’ga Sedakova e padre Fëdor Ljudogovskij ci introducono al mondo complesso di questa forma di preghiera, teologica e comunionale, poiché la sua bellezza è lontana dalla sensibilità moderna. Pubblichiamo dalla rivista ortodossa «Neskucnyj sad» uno stralcio dalla serie di dodici commenti a inni liturgici, usciti a partire dal febbraio di quest’anno.

 

:: IL MONDO DELL’ARTE

Minuzie

di Vitalij Šentalinskij
Šentalinskij è un’originale figura di esploratore letterato. Laureatosi all’Istituto Artico di Leningrado, ha partecipato a cinque spedizioni nell’Isola di Wrangel e nella Terra di Francesco Giuseppe. In seguito si è laureato in giornalismo lavorando come corrispondente di radio, riviste e tv. Con la perestrojka ha concepito l’idea di riportare alla luce i copiosi archivi letterari segreti conservati dal KGB; a questo obiettivo consacrerà tempo ed energie.


I gladiatori vagano per la Russia

di Vladimir Novikov

Uno dei libri italiani più pubblicati in russo non è un capolavoro tra quelli universalmente noti, ma il romanzo storico di un ignoto scrittore garibaldino. Tutto il merito va alla sua ispirazione rivoluzionaria ricca di spunti ideologici. Nel protagonista Spartaco i radicali russi videro un modello di lotta armata, ed i bolscevichi un rivoluzionario inclineal terrore di massa.


:: OPINIONI A CONFRONTO

Teologia? Una «croce», per gli scienziati!
di Delfina Boero
L’istituzione della cattedra di teologia presso un importante istituto di ricerca moscovita ha suscitato le proteste di numerosi accademici, che vi vedono un’ingerenza della Chiesa in ambiti che non le competono. Ma in Russia i tempi sono cambiati e molti ortodossi, laureati in fisica e matematica, non vedono alcun contrasto fra scienza e fede e aspirano a una «conoscenza integrale», che tenga conto di tutti i fattori in gioco.
 

:: ARCHIVIO STORICO

Effetto Havel. Gli scritti dei «senza potere»
di Angelo Bonaguro
In una sorta di libera officina del pensiero, una cerchia di dissidenti cecoslovacchi e polacchi si mise a riflettere sull’io e la politica, a partire dalla traccia proposta da Havel. Recuperiamo qui i nomi e le idee dei protagonisti di questa stagione creativa della cultura europea del ‘900.


Non vivere nell’odio
di Josef Zverina

Ricordo la cattedrale e mia madre…
di Sergej Šceglov
Ritrovare la memoria è come togliere il velo dagli occhi, significa capire non solo il senso della storia ma anche la propria vita, l’immensa cecità che ci impedisce di essere all’altezza della nostra vocazione umana. Questa l’esperienza di Sergej Šceglov, 92 anni: il padre fucilato, la madre morta in lager, lui stesso detenuto del GULag oltre il Circolo polare.


Anime in controluce
di Angelo Bonaguro
Negli archivi dell’as sociazione Memorial di Mosca si trovano migliaia di documenti interessanti, soprattutto del periodo staliniano. Di recente è stata organizzata una mostra intitolata Le lettere di papà, dedicata alla corrispondenza tra padri e figli dentro e fuori il GULag. Non si tratta solo di lettere ma di disegni, erbari, racconti, piccoli oggetti, spediti dai campi di lavoro. Testimonianze di un legame spirituale ed educativo.
 

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