LA NUOVA EUROPA - RIVISTA INTERNAZIONALE DI CULTURA

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LA NUOVA EUROPA  1/2015

:: EDITORIALE

Nostalgia di unità


:: RICOSTRUIRE IL MOSAICO

Pietro: roccia o pietra di inciampo?

di Stefano Alberto
Proponiamo una riflessione scritta pochi giorni prima dell’incontro tra Francesco e Bartolomeo a Istanbul, che ne anticipava molti spunti e temi, riportando il tema del primato al suo valore di servizio all’unità nella carità.


L’ecumenismo è morto. Viva l’ecumenismo!

di Andrej Desnickij
Un noto biblista ortodosso spiega perché, nonostante l’apparente stallo, il momento attuale sia particolarmente propizio per il dialogo ecumenico tra i cristiani della Russia e quelli dell’Europa occidentale.


:: PASSATO PROSSIMO

Don Alfonsas: «in trincea per il mio popolo»
di Angelo Bonaguro

Di solito ricordiamo le grandi figure di cui era ricco il dissenso sovietico, solo in occasione della morte. Eppure il significato profondo della loro testimonianza ha molto da dire anche all’oggi. Il sacerdote lituano Alfonsas Svarinskas ha incarnato la fede che scende in trincea con il popolo. Fino alle estreme periferie.


:: RUSSIA CRISTIANA NOTIZIE

«Questa è l’opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi»

di Claudio Cristoni, Giulia Meli
Durante la Settimana di preghiera per l’Unità il coro e i sacerdoti di Russia Cristiana hanno cantato e pregato nella Cappella Palatina di Palermo, nel duomo di Monreale e di Cefalù. L’armonia della Divina Liturgia ha fatto eco allo splendore dei mosaici bizantini, testimoniando che l’unità nella bellezza di Cristo è possibile anche in tempi in cui la divisione sembra prevalere.

:: ITINERARI

Alle radici dell’Europa cristiana: la Catalogna
a cura di Rosa Alcoy, Giovanna Parravicini, Mariella Carlotti

La Sagrada Família, a Barcellona, è l’ultima grande cattedrale europea. Il suo ideatore, Antoni Gaudí, oltre che un genio architettonico è anche un uomo di profonda fede, di cui è in corso il processo di beatificazione. Proprio partendo dall’incontro con Gaudí, il viaggio vuol esplorare un tessuto di santità e di cultura che ha plasmato da tempi antichi il volto di questa terra.


:: IL MAJDAN UN ANNO DOPO

L’inverno che ci ha cambiati
di Marta Dell’Asta
Il 18 febbraio dell’anno scorso iniziavano i giorni più cruenti del Majdan. I manifestanti morivano sotto i colpi dei cecchini, mentre alcuni uomini di buona volontà si frapponevano tra le parti. Da allora le cose sono radicalmente cambiate. È vero, come molti dicono, che lo scivolamento verso la guerra è colpa del Majdan?


Foto russe dal cuore dell’Ucraina
a cura di Delfina Boero
Il viaggio in Ucraina di una fotografa russa all’indomani dell’annessione della Crimea. Un messaggio di solidarietà, riconciliazione e fiducia nella capacità umana di guardare la realtà senza preconcetti. La testimonianza di chi non si rassegna a una guerra ancora in corso.


Sul Majdan abbiamo imparato l’umiltà
Mychajlo Dymyd (intervista di Marta Dell’Asta)
Padre Dymyd, sacerdote greco-cattolico ucraino, docente dell’Università Cattolica di L’viv ed ex rettore dell’Accademia teologica, si definisce «uno dei cappellani del Majdan». Sua figlia era infermiera sul campo, suo figlio diciannovenne è stato volontario al fronte. A un anno dagli avvenimenti, gli abbiamo chiesto come comprende oggi questa esperienza. Cosa ha lasciato a lui e ai suoi amici.


Arsenij, volontario per forza

di Galina Titiš
Questa è la storia di un attivista e uomo d’affari di Kiev, che da quando è iniziato il Majdan non è più riuscito a smettere di fare il volontario. Fondatore dell’agenzia turistica «Interesnyj Kiev», Arsenij Finberg dice di essere un «volontario per forza»: vorrebbe dedicarsi a qualcosa d’altro ma per ora non ce la fa. La sua ditta ne ha un po’ sofferto, ma lui no.


Cargo 200

di Marta Dell’Asta, Angelo Bonaguro
Nella guerra «ibrida» si distinguono a fatica menzogne e verità. Reali sono però i caduti

che rientrano in Russia nei «Cargo 200».

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