CI SCRIVONO


Tat'jana e i suoi amici

 Mosca, 21 aprile 2000


Spettabile redazione della rivista «La Nuova Europa», vi scrivo perché vorrei far conoscere a molti di una persona che mi sta a cuore. Tat'jana Chernova ha 35 anni, una madre anziana e un figlio adolescente che deve mantenere da sola, con una misera pensione di invalidità del 1° gruppo. Gli invalidi del 1° gruppo in Russia sono quelli che non hanno diritto di lavorare. Tat'jana soffre di insufficienza renale cronica ad entrambi i reni. Si è ammalata improvvisamente. Prima lavorava come infermiera: un lavoro che amava e le dava la sensazione di essere utile alla gente, oltre a garantirle un buono stipendio. Poi, improvvisamente, la malattia, con la necessità di sottoporsi alla dialisi. Ma di invalidi ce ne sono tanti, anche volendo non si riuscirebbe a raccontare la storia di tutti. Perché, allora, ho scelto di parlare proprio di Tat'jana? Perché è una persona stupenda, oltre che bisognosa di aiuto. Ho sentito raccontare di lei per la prima volta da un sacerdote ortodosso: mi ha parlato di una donna credente che confezionava dei bellissimi guanti di lana. Sono andata a conoscerla. I guanti erano davvero splendidi, ma quello che più mi ha colpito è stato chi li faceva, Tat'jana: una persona molto intelligente, con un cuore pieno di amore e di compassione. Tat'jana ha raccolto attorno a sé un gruppo di persone invalide come lei, che soffrono di malattie gravi: molte le ha conosciute in ospedale. È gente per cui ogni giorno di vita è una lotta, un'aspra lotta con la propria malattia. Tat'jana le aiuta ad esprimersi nel lavoro, a costruirsi una vita piena... Questo piccolo gruppo di amici, sette persone in tutto, è nato grazie a Tat'jana. Lei li incoraggia, organizza la loro attività, li invita a essere creativi da tutti i punti di vista. Tutti in un modo o nell'altro devono fare i conti con limitazioni materiali o fisiche: fanno fatica a uscire di casa, ricevono delle pensioni misere, con le quali è duro sopravvivere in condizioni di crisi e di inflazione: è difficile che trovino i soldi per acquistare dei libri religiosi. Hanno, però, il dono della fede e non si perdono d'animo. Così, pur affrontando difficoltà che ai nostri occhi sembrano insormontabili, si è formata una comunità ecclesiale di persone che cercano di vivere una vita cristiana nella quale è possibile scoprire l'uomo nella sua bellezza spirituale, al di là del suo limite fisico... Cari amici, vi chiediamo di aiutarci a creare per ognuno di questi amici una piccola biblioteca cristiana personale, regalando loro un po' dei vostri libri. Tanja e i suoi amici saranno lieti di ricevere qualsiasi tipo di aiuto. Forse qualcuno è interessato al loro lavoro e si lascerà colpire da questi nostri parrocchiani: persone degne e coraggiose che cercano di camminare verso Dio.

Cordiali saluti, Irina G.

©2000 La Nuova Europa nr. 3/2000