CI SCRIVONO


L'iniziativa di Ogorodnikov per i carcerati

  

Mosca, 2 febbraio 2001

Carissimo padre Scalfi, alcuni giorni fa ho ricevuto una nuova richiesta di aiuto attraverso un comune amico, Aleksandr Ogorodnikov, che si occupa di assistenza sociale, in particolare di ragazzi e bambini abbandonati. Il suo lavoro lo porta spesso ad avere contatti con le carceri, sia attraverso genitori e parenti di ragazzi ospiti presso la sua casa di accoglienza, sia attraverso persone da lui assistite in passato (per due anni ha gestito mense per barboni, arrivando a distribuire 600-700 pasti caldi al giorno).

Tra le numerose lettere che riceve dalle prigioni (evidentemente, con richieste di aiuti di ogni genere), vi sono spesso anche richieste di poter ricevere testi religiosi, da parte di singoli detenuti o addirittura della direzione del carcere, che vorrebbe organizzare una piccola biblioteca interna. Sembra incredibile che in un paese come la Russia, dove le strutture carcerarie sono realmente fatiscenti, qualcuno possa chiedere un libro. Eppure, posso dirlo anche in base all'esperienza che il nostro centro "Biblioteca Religiosa" ne ha fatto e continua a fare, sono parecchi i detenuti che scrivono, dopo aver saputo chissà come e da chi della nostra esistenza, per chiederci il Vangelo, dei libri di preghiera, dei testi cristiani per "vivere meno da bestie", come ci aveva scritto uno di loro qualche tempo fa. Finora, per cercare di rispondere come potevamo a queste richieste, abbiamo mandato una lettera circolare ai direttori delle prigioni da cui ci erano pervenute le richieste di singoli detenuti, proponendo loro di accettare in dono e di far circolare tra i prigionieri una piccola "biblioteca" (una decina di testi base, di carattere generale, riguardanti il cristianesimo, i fondamenti dell'ortodossia e del cattolicesimo). La cosa interessante è che tutti i direttori da noi interpellati (erano 47) ci hanno risposto, ringraziandoci e caldeggiando l'invio del dono proposto. Vi cito qualcuna di queste lettere: "Egregio direttore, la sua proposta di spedire al nostro carcere dei testi religiosi ci riempie di soddisfazione. Non abbiamo le forze necessarie per incrementare la nostra biblioteca e per educare i nostri detenuti a una vita migliore. Nell'attesa dei pacchi di libri, le porgo i miei più cordiali saluti. V.M. Kus˙nir, provincia di Vladimir" ."Egregio direttore, la ringraziamo per la sua offerta di contribuire all'ampliamento della nostra biblioteca. Le assicuriamo che i libri saranno messi a disposizione dei detenuti che si trovano nel nostro istituto. Nella speranza che possano aiutarli a trovare la strada giusta nella vita, la saluto e la ringrazio di cuore, P.V. Osipov, provincia di Perm'". Adesso, anche dietro la sollecitazione di Ogorodnikov, ci piacerebbe organizzare, in occasione della Pasqua, una nuova spedizione più completa di volumi, magari in più copie in modo da favorire un'ampia circolazione di questi testi fra i detenuti (tenendo conto anche che la popolazione di molte carceri è numerosa!); inoltre, vorremmo spedire delle copie personali dei libri ai detenuti che ce ne fanno richiesta. Speriamo che possa essere anche il modo per instaurare con loro un rapporto di solidarietà e di amicizia. E' possibile contare sull'aiuto di Russia Cristiana anche per questo progetto?Colgo l'occasione per ringraziare di cuore, anche a nome della "Biblioteca Religiosa", i lettori de "La Nuova Europa" per il sostegno e l'amicizia con cui rendono possibili le nostre iniziative "russe"!

Jean-François Thiry

Direttore del Centro culturale "Biblioteca Religiosa"

© La Nuova Europa nr. 2/2001