> EDITORIALE 6/2004

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"Attenti, religione!"

Con questo motto una recente mostra aperta in Russia intendeva mettere in guardia i liberi cittadini della repubblica dai pericoli rappresentati dalla religione. Un rigurgito dell'ateismo militante di recente memoria? Oppure l'influsso del parlamento europeo che controfirmando il Memorandum femminista ha dichiarato che "la religione non ha diritto di intervenire su questioni pubbliche o politiche"? Propendiamo per la seconda ipotesi, anche perché i promotori della mostra provenivano dall'ambiente dei dissidenti, che un tempo combattevano per i diritti dell'uomo. Anche una grande causa può facilmente immiserirsi quando manca un riferimento all'eterno. Dopo gli ultimi avvenimenti del parlamento europeo non possiamo meravigliarci della Russia. Siamo semplicemente costretti a renderci conto che l'Unione Europea è un grave pericolo per l'umanità. Il terrorismo ideologico è forse meno pericoloso del terrorismo fondamentalista islamico? Ricordiamo che il fondamentalismo leninista fu codificato in una ideologia prima di essere applicato brutalmente nella prassi. Dopo aver accennato alla situazione tutt'altro che allegra in cui si trova a vivere l'Europa, preferiamo ora presentare alcune osservazioni per chi non si è ancora allineato con il vuoto nichilismo che domina nel parlamento europeo.
1. Non possiamo accusare di fondamentalismo disumano soltanto il parlamento europeo. C'è gran parte della società, all'Est come all'Ovest, che ha abbandonato, in maniera diversa, la concezione della persona tipica delle grandi civiltà giudeo-cristiana, greca e latina, per aderire al nichilismo, a un pluralismo vuoto di senso, all'indifferenza per ogni valore sacro. Il parlamento europeo non fa che rappresentare democraticamente il vuoto dirompente che alberga nel cuore di tanti uomini del nostro tempo. Solzenicyn ci ricorda che un popolo di schiavi non può pretendere di avere un governo democratico. Se la vita non ha senso (vale per la società come per chi la governa), perdere la ragione diventa un diritto inalienabile.
2. La diffidenza e la paura nei confronti del parlamento europeo diventano ora uno stato d'animo inevitabile, per chi ha ancora il coraggio di credere che la democrazia sia a tutt'oggi uno strumento per difendere la persona, sia singola che associata. Ma non possono essere questi sentimenti a predominare. La critica, se non giunge ad essere creativa, non serve.
3. Come superare allora, e come prevenire il disastro che la cultura del nulla si appresta a diffondere in tutto il mondo? Dobbiamo partire sempre dalla coscienza e dalla responsabilità della persona. Alla cultura del dubbio e del vuoto dobbiamo contrapporre una coscienza piena di significato; contrapporre l'esperienza personale e comunitaria di una vita che fiorisce perché poggiata su un fondamento solido. Non c'è situazione tragica che possa resistere di fronte alla fede che intende illuminare la vita in tutti i suoi aspetti.
4. Di fronte a un mondo unificato da uno scetticismo debilitante, i cristiani ricordano l'ammonimento evangelico: la strada che porta al male è larga, in discesa e sono molti coloro che la percorrono. Quella che porta alla salvezza è ripida, stretta e pochi sono quelli che la percorrono. La solidarietà nel male non comporta sacrifici, tensioni ideali; basta abbandonarsi all'onda della moda.
5. L'unità dei cristiani in Cristo non può avvenire attraverso la perdita della propria identità, in un globalismo mondano incolore, in una gnosi aperta a tutti ma incapace di creare solidarietà con qualcuno. Non esiste una cultura postmoderna cristiana. La mentalità postmoderna promuove una religiosità "usa e getta", riflesso edulcorato dello scetticismo trionfante.
6. Le parate ecumeniche suggerite da un buonismo facile ai complimenti non portano a nulla. Le tattiche che puntano su un accordo giuridico che trascura la missione hanno il respiro corto. Recentemente è uscita la seconda edizione del Catechismo anticattolico, un testo da cui lo stesso patriarcato di Mosca ha preso le distanze, ma stampato per la seconda volta con il denaro di "ecumenisti" cattolici. Sono operazioni dettate da un "ancillare" disinteresse. Quello che conta è arrivare a un accordo. Anche i parlamentari europei sottoscriverebbero.

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