INDICE "LA NUOVA EUROPA" nr. 5/2006

:: EDITORIALE


:: DOSSIER BUDAPEST 1956. LA CRONACA, LE MEMORIE, IL SIGNIFICATO
Budapest è stata molto di più di un'esplosione libertaria, è stata una svolta: ha manifestato la resistenza ´post totalitariaª. Nel 1956, incoraggiati dalla morte di Stalin e dalla destalinizzazione del XX Congresso in URSS, i vertici del partito in Ungheria abbozzano moderate riforme. Simbolo di questa politica è Imre Nagy, comunista dal curriculum travagliato: premier incaricato e dimesso, espulso e riammesso nel partito. In un clima infuocato dalle libere discussioni che avvengono nel circolo culturale Petofi, il 23 ottobre un'assemblea al Politecnico di Budapest dilaga nella capitale dando il via alle proteste.» già successo a Berlino e a Poznan. Ma qui la rivolta coinvolge l'intera nazione. I sovietici auspicano una soluzione politica, ma ci sono due punti da salvare ad ogni costo: il socialismo ungherese e il controllo sovietico sul paese. Per questo si arriva all'intervento militare, deciso a Mosca il 31 ottobre, dopo accese discussioni, e messo in atto il 4 novembre. Gli scontri sono violenti, la difesa è accanita e le distruzioni impressionanti. La normalizzazione alternerà purghe e favori, facendo dell'Ungheria un paese privilegiato tra quelli socialisti.

Risposta a una domanda fatta a scuola tanto tempo fa
Di Aleksej Judin
Lo storico russo ricostruisce, da dentro il mondo sovietico, i fatti salienti che prepararono e seguirono i giorni di Budapest, ma mettendo in evidenza i nessi causali, e i numerosi nodi storici e filosofici che questi avvenimenti sottendono. Se è vero che historia docet, che lezione dobbiamo trarne?

Contraccolpi d'Ungheria in Occidente
Di Nicolas Bauquet
La rivoluzione ungherese del '56 fu un evento chiave nella storia del '900. Rappresentò la fine della fase propulsiva del socialismo sovietico, segnò l'inizio della fine per un'utopia che aveva saputo conquistare milioni di uomini e generazioni di intellettuali. Un lungo processo di liberazione di cui ancora ci sfuggono molti elementi.

Riconciliati si può ricordare
Di Peter Erdo (intervista di Angelo Bonaguro e Giovanna Valenti)
Il primate della Chiesa cattolica ungherese ricorda quei giorni di paura e di miseria. Il soccorso della gente, la solidarietà e la preghiera. Il frutto peggiore di quel dramma sono la diffidenza, la disunione demoralizzata. Le commemorazioni devono rifondare il perdono e la speranza.

Oltre la commozione... resta un compito
Di Miklos Blanckenstein (intervista di Angelo Bonaguro)
In una capitale in cui si vanno spegnendo gli echi della campagna elettorale, mentre il Danubio monta minaccioso, conversiamo con padre Miklos Blanckenstein, rettore del seminario centrale di Budapest. A tema il ruolo della Chiesa nel ë56 e le ripercussioni di quegli eventi sull'oggi.

"Io ero un simpatizzante..."
Di Michel Aucouturier (Intervista di Mara Quadri)
Grande specialista di letteratura russa e traduttore francese dei classici russi, Aucouturier vanta una conoscenza diretta e "storica" del mondo sovietico sin dagli anni '50. Le sue memorie del '56 sono una sorta di percorso della coscienza attraverso il divenire della storia.

Il '56 visto da dentro il PCI
Di Massimo Caprara (Intervista di Mara Quadri)
E' opinione di Vittorio Strada che i fatti di Ungheria siano stati importanti soprattutto per le sinistre occidentali, costringendole a una dolorosa riflessione. Le due interviste che seguono ci testimoniano le fasi di tale riflessione viste da due angolature diverse: quella del militante vicino ai massimi vertici (Caprara, segretario di Togliatti), e quella dell'outsider Strada. Per tutti vale il binomio: Budapest-Praga.

'Fuori dal cerchio magico
Di Vittorio Strada (Intervista di Mara Quadri)
Il suo è stato un itinerario molto personale. Il suo anticomunismo viene dall'esperienza diretta e dall'amore per la libertà della cultura. Budapest, Praga sono le tappe che lo hanno portato fuori dal cerchio magico dell'appartenenza ideologica. La cultura liberale e cattolica era un mondo sconosciuto.

Alla festa della libertà. Hannah Arendt e la rivoluzione ungherese
Di Sante Maletta
L'agire insieme, il recupero di un soggetto autonomo capace di incidere sulla realtà, hanno fatto della rivolta di Budapest una novità sul piano storico. Una svolta che le categorie degli storici non erano pronte ad analizzare. Hannah Arendt ci aiuta a passare dalla cronaca dei fatti alla loro ragione profonda. Una ragione antitotalitaria.


:: RUSSIA CRISTIANA NOTIZIE
Tutta un'altra Europa
Di Mara Quadri
Migliaia di visitatori in pochi giorni alla mostra su Men'. La testimonianza del fratello e di padre Scalfi. Una giornalista: questa non è l'Europa che vediamo al telegiornale. La provocazione del giornalista Archangel'skij: non aspettatevi la luce dall'Oriente. Del Meeting sono invidioso.

Fede e ragione nella cultura russa
Di Aleksandr Archangel'skij
Migliaia di visitatori in pochi giorni alla mostra su Men'. La testimonianza del fratello e di padre Scalfi. Una giornalista: questa non è l'Europa che vediamo al telegiornale. La provocazione del giornalista Archangel'skij: non aspettatevi la luce dall'Oriente. Del Meeting sono invidioso.