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E' sempre un nuovo inizio

Nikodim Rotov, metropolita di Leningrado, quando fu ospite a Milano della Curia ambrosiana per due volte volle visitare il nostro piccolo Centro di "Russia Cristiana" ed avere con noi un lungo e cordiale colloquio. Uomo saggio e di indubbia fede, sinceramente ecumenico e aperto soprattutto ai cattolici, politico accorto non privo di ambiguità, sempre cordiale e comprensivo, non sempre ci trovava in sintonia con i suoi giudizi, ma parlare con lui significava consolidare un'amicizia. Una sua frase però ci lasciò sgomenti: "Voi parlate tanto di persecuzione religiosa in Russia, e fate bene, ma quando ritornerà la libertà, i nostri vescovi ed i nostri sacerdoti saranno in gradodi usarla?". Allora non capimmo il significato di queste parole, ora ci è più facile comprenderne il peso. Le rilevazioni statistiche sulla religiosità in Russia parlano chiaro: le strutture ecclesiastiche, le parrocchie e i monasteri della Chiesa ortodossa russa sono in continua crescita, mentre i praticanti sono in continuo calo. Lo stesso fenomeno è rilevabile anche per la Chiesa cattolica di rito latino. Non si tratta di accusare nessuno, ma semplicemente di riconoscere lealmente la situazione reale, situazione che del resto non è molto diversa da quella che notiamo in Occidente. Il secolarismo riesce senza molti sforzi a far proseliti sia all'Est che all'Ovest e assieme al secolarismo si diffonde quella forma di religiosità vaga ed eclettica che ben conosciamo anche nelle nostre contrade. Dal supermarket della religiosità ognuno può scegliere ciò che aggrada, a seconda dei gusti personali e delle mode indotte dalla propaganda del momento. Il disagio comune accresce la tristezza comune, anche perché quando le cose vanno male, la tentazione è di cercare un capro espiatorio cui consapevolmente o inconsapevolmente addossare le cause della sfortuna. Accanto al disagio comune, in Russia si possono notare alcuni aspetti della crisi che sono tipicamente locali. La crisi russa è iniziata circa cinque anni fa, subito dopo un periodo che aveva registrato il ritorno in massa alla fede degli avi. Indubbiamente la Chiesa non era preparata a gestire e far maturare questa spontanea rinascita religiosa. Oggi, soprattutto in provincia, nelle chiese si raccoglie lo stesso pubblico che vedevamo ai tempi del regime sovietico. La gioventù cerca altri ambiti di ritrovo. Anche gli intellettuali sono per lo più assenti, se si escludono quelli che sposano il nazionalismo religioso con l'eclettismo disimpegnato. La mentalità sovietica che pensavamo sepolta per sempre risorge dalla tomba e pretende ancor oggi cittadinanza e rispetto. Accanto a una gestione del potere che sembra soffrire di nostalgia del passato prossimo, si notano rigurgiti di ateismo d'impianto stalinista che riaffiorano in diverse città russe. In questa situazione religiosa crepuscolare vi sono anche degli aspetti positivi, senza contare che la santità, come la grazia, non è un fenomeno sociale facilmente rilevabile, per cui è lecito restare in attesa di un imprevisto che segni un cambiamento di tendenza. I greco-cattolici dell'Ucraina e i protestanti, sia in Russia che in Ucraina, sono sempre in espansione. Dei greco-cattolici abbiamo già parlato. Per quanto riguarda i protestanti, dobbiamo dire che in Ucraina, anche per la divisione degli ortodossi fra di loro, registrano una vera esplosione, ma anche in Russia si stanno espandendo al di là di ogni previsione. Spiegare il loro successo con i soldi degli americani che finanziano la propaganda non corrisponde al vero. Si spiega piuttosto con lo spirito missionario dei membri (ora quasi tutti russi) e delle comunità, con la predicazione incentrata sulla persona di Cristo, la visione totalizzante (non liberale) della fede, che attira il popolo russo, moltissimi giovani e non pochi intellettuali, certamente assetati di una vita religiosa autentica. I frutti si vedono. Al metropolita Kirill di Smolensk che chiedeva al più alto rappresentante dei protestanti in Russia come avessero fatto ad arginare l'espansionismo cattolico in America latina, questo ha risposto: "Fra dieci anni glielo spiegheremo sull'esempio della Russia". Ed effettivamente, se la dinamica religiosa non cambierà, fra dieci anni il protestantesimo potrebbe essere la confessione maggioritaria sia in Ucraina che in Russia. Ciò che del resto prevedeva lo stesso padre Aleksandr Men' poco prima di essere martirizzato (nel settembre 1990). Nella vita dello Spirito è azzardato fare delle previsioni. Tutto può fiorire e tutto può sfiorire. Se possiamo essere certi della grazia salvifica di Dio, non possiamo esserlo altrettanto della corrispondenza dell'uomo. Ma anche trattenendoci dal far previsioni per il futuro, è lecito e doveroso far tesoro del passato e guardare in faccia al presente con onestà.

© 2003 Nuova Europa 5/2003 Russia Cristiana