La Chiesa greco-cattolica in Ucraina oggi

di Lubomyr Husar

Un excursus storico sulla storia della Chiesa greco-cattolica in Ucraina testimonia che l'Unione di Brest del 1596 fu un'azione un'intera Chiesa che per secoli, dalla caduta di Kiev nel 1240 fino al 1596, non aveva mai dichiarato di rinunciare al cattolicesimo o all'ortodossia, ma era rimasta in contatto con entrambi. La divisione segnata da questa data non fu sanabile, nonostante i tentativi messi in atto da entrambe le parti, soprattutto a causa di forze esterne alla Chiesa. Dopo la grande intuizione di Szeptyckyj all'inizio del XX secolo, i quarant'anni di vita nelle catacombe sotto il regime sovietico e la svolta del 1990, che ha restituito la libertà di culto, la Chiesa greco-cattolica si trova a dover risolvere gravi problemi, tra cui quello della convivenza tra identità nazionali, della conservazione della purezza del rito orientale e così via. In realtà non si possono risolvere i problemi partendo dalla distinzione tra Est e Ovest: sono valori secondari rispetto all'unità della fede che si esprime nella molteplicità delle culture. In questo senso, la Chiesa greco-cattolica, che partecipa sia della tradizione orientale sia della comunione con Roma, potrebbe essere una mediatrice fra due mondi - Roma e l'Oriente - che oggi spesso non si conoscono e quindi non riescono a instaurare un rapporto di fiducia.

er noi che siamo membri di una Chiesa greco-cattolica, cattolica e orientale, è importante sapere chi siamo, perché siamo, se c'è e qual è la missione provvidenziale per noi. Queste sono domande esistenziali non accademiche, non parliamo di una realtà platonica, ma della nostra vita. Chi siamo, qual è il nostro posto nella Chiesa universale? Vogliamo oggi con voi cercare le risposte, perché si tratta della natura stessa della nostra Chiesa, della nostra realtà. Mi sembra che sia necessario innanzitutto renderci conto che ogni Chiesa cattolica orientale ha una sua storia singolare, per cui non è possibile né lecito generalizzare. Una specificità della nostra storia è che nel periodo dal 1054 fino al 1596, quando la nostra comunione con la Santa Sede di Roma è stata riconfermata, noi abbiamo avuto rapporti costanti sia con Costantinopoli, perché come metropolia di Kiev appartenevamo al patriarcato di Costantinopoli, sia con la Chiesa di Roma. Questa è una specificità che spiega perché alla fine del '500 siamo venuti a Roma per confermare la nostra comunione. Questi contatti erano abbastanza frequenti; nel 1590 la nostra Chiesa si è trovata in una situazione particolare: facevamo parte allora del Regno polacco-lituano, che era cattolico di rito latino, e la nostra situazione sociale era difficile per vari motivi. Eravamo cittadini di seconda classe, per salire nella scala sociale bisognava diventare latini e polacchi. Dall'altra parte c'era lo Stato russo che in quel periodo, 1589, oltre a separarsi dalla metropolia di Kiev, non solo si è dichiarato indipendente come metropolia di Mosca, ma si è dichiarato anche patriarcato. In più Mosca pretendeva anche il possesso delle terre della Rus' di Kiev.

Questo quadro storico è importante per vari motivi: primo, nel 1590-96, periodo in cui nacque e si firmò la dichiarazione di unione con la Sede di Roma, i nostri vescovi agivano per propria libera iniziativa, anche se il regno polacco e il regno russo erano molto interessati a impossessarsi delle nostre terre e della nostra Chiesa. C'era dunque il desiderio della Chiesa locale di agire di propria volontà. Nel 1590 ci fu il primo incontro dei vescovi che cercavano una via d'uscita dalla situazione concreta, erano presenti tutti e dieci i vescovi che esistevano in Ucraina, dunque era presente non una parte, ma tutta la Chiesa. Solo all'ultimo momento (1595-96) due dei vescovi si sono ritirati. E' stata un'azione di tutta la Chiesa; anche questo ulteriore elemento è da capire bene e da tenere in considerazione per vagliare la situazione, anche nelle prospettive future. Dal 1240, quando avvenne l'incursione tatara che distrusse Kiev, fino al 1596, la nostra Chiesa si è trovata tra Est e Ovest, e non ha mai dichiarato una rinuncia sia all'uno che all'altro mondo. Ma nel momento della comunione con Roma, è successo purtroppo che la Chiesa di Kiev si è spaccata; prima c'era una situazione fluida, in cui non si poteva dire se erano cattolici o ortodossi nel senso confessionale moderno, ma erano un'entità a sé, in contatto con ambedue i centri del cristianesimo. Dal momento della dichiarazione formale dell'Unione di Brest, ci fu una chiara divisione. Subito dopo la Chiesa si è divisa, è stata consacrata una nuova gerarchia per la parte ortodossa (1620), ma appena si accorsero di cosa era successo, ci furono dei tentativi da ambedue le parti di ricucire la situazione, e si cercò di trovare un'intesa. Usando l'espressione, "la Rus' con la Rus'", cercarono una soluzione interna. Purtroppo, questa buona volontà d'incontro e di riunione fu impedita da forze esterne alla nostra Chiesa.

Oggi siamo condannati come "uniati", ma abbiamo dimenticato che non è stata tutta colpa nostra se ci siamo divisi e non si è riusciti a ricucire la situazione.