> MEETING 2004

Passeggiando su un raggio di luna
a cura di Adriano Dell'Asta

L'annuale appuntamento con il Meeting di Rimini offre ancora una volta l'occasione per tornare a uno dei temi fondamentali della cultura russa, quello dell'arte e della sua capacità di riproporre il mistero inesauribile dell'uomo, l'esperienza di un cammino verso il compimento della vita umana, un cammino che ricomincia dopo ogni vittoria come dopo ogni sconfitta, sostenuto da una Presenza sorprendente che si è fatta amica degli uomini. La mostra sul grande scrittore Michail Bulgakov ritrova questo tema in uno dei momenti cruciali della storia dell'umanità: gli sconvolgimenti che portarono alla fine della vecchia Russia e alla nascita del sistema sovietico, svolta in cui l'uomo cercò di realizzare la sua pretesa di poter pronunciare una parola definitiva sulla storia e di poter dominare compiutamente il processo storico. A questa pretesa l'arte di Bulgakov risponde con la riscoperta di un uomo che, pur fra mille tentazioni e peccati, continua a essere definito da un desiderio insaziabile e da una coscienza insopprimibile: che la vita è la tensione infinita a una meta reale mai dominabile. La scienza, o la rivoluzione, che si illudono di poter manipolare la natura e la vita subiscono nella fantasia creativa di Bulgakov uno scacco dopo l'altro: simpatici cagnetti vengono trasformati non negli uomini nuovi promessi dalla rivoluzione ma in insopportabili carogne; uova dalle quali ci si attenderebbe una nuova vita generano invece mostri. Mentre un tempo la verità del mondo, eterna e sempre misteriosa, trovava stabile dimora nella casa, perno della vita umana, nel mondo trasformato dalla rivoluzione, nella Mosca staliniana degli anni Trenta, non c'è più posto né per le case né per Dio: tutto sembra disfarsi in un caos infernale dove la persona e la sua dimora vengono sostituite dal collettivo anonimo e da quel fenomeno di mostruosa spersonalizzazione e di tremenda destabilizzazione sociale che furono le case in coabitazione. E in questo inferno, la cui ambizione era stata quella di "sostituire il giovane comunista al Cristo partorito da Maria", paradossalmente, Bulgakov chiama il diavolo a dimostrare l'esistenza di Dio; è la scandalosa e folle scommessa proposta da Il Maestro e Margherita, dove Dio si fa presente come qualcosa che la ragione non può creare né possedere: un mistero di fronte al quale inchinarsi per il solo fatto che esiste, una presenza misteriosa che tiene desta la speranza e l'attesa dell'uomo, contro tutte le sue tentazioni e le sue delusioni, oggi come ai tempi di Bulgakov.


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