Totalitarismo democratico all'orizzonte

hruscev aveva lanciato lo slogan: "Il comunismo è all'orizzonte". La sua visione profetica non si avverò. Prima ancora della caduta del comunismo lo slogan, sulla bocca del popolo, era diventato una barzelletta. Ora un altro spettro appare all'orizzonte dell'Europa: il totalitarismo democratico. Hannah Arendt lo aveva intravisto prima di noi. Oggi incombe funesto sull'aula del parlamento europeo. Il fatto: Il parlamento europeo ha approvato a maggioranza (per un voto) la risoluzione del movimento femminista "Donne e fondamentalismo". Diciamo subito che il documento non impegna giuridicamente nessun governo degli stati aderenti all'Unione. Si tratta di un "voto di coscienza", come si usa dire in gergo, da proporre alla considerazione e alla valutazione dei singoli governi e associazioni d'Europa. È "un voto di coscienza" che intende informare (dare forma) la coscienza europea. Complessivamente il documento è un florilegio di elucubrazioni che nascono dal folclore ideologico del femminismo. Alcune proposte sono anche esilaranti, come l'invito grintoso rivolto ai cattolici di alternare al Papa maschilista una qualche "papessa Giovanna" (cfr n. 4). Nell'impossibilità di illustrare tutto il variegato documento femminista, ci limitiamo a rilevarne solo alcuni aspetti pericolosi. Riconosciamo al movimento femminista anche il diritto di essere stravagante. Una certa spregiudicatezza, oltre la logica e il buon senso, può servire a rendere meno noioso il clima talvolta pedantesco della politica europea a Strasburgo. Meno indulgenti invece siamo nei confronti di quei signori parlamentari d'Europa che hanno approvato il documento controfirmando in questo modo la propria inconsistenza mentale e la disposizione a sopprimere la libertà. Riportiamo la prima Considerazione del documento: "A. Considerando che il concetto di fondamentalismo affonda le sue radici negli anni '20 negli USA laddove si riferiva innanzitutto al credo cristiano che era caratterizzato dall'obbedienza cieca ai dogmi interpretati letteralmente e posti al di sopra delle leggi statali e dei diritti dei cittadini; considerando che ci sono diverse forme di fondamentalismo come, ad esempio, quello religioso, quello politico e quello ideologico e che attualmente esistono numerose varianti di fondamentalismo praticate da varie religioni e sette". Così integralmente la prima Considerazione. Prendiamo nota della coraggiosa denuncia del fondamentalismo americano, padre di tutti i fondamentalisti; teniamo conto del significativo apporto socialfemminista all'esegesi del credo cristiano, ci limitiamo soltanto a chiedere se sia possibile da un punto di vista logico ammettere che un dogma religioso possa "stare sotto" le leggi dello Stato. Ma non si tratta soltanto di questioni di logica. Se al di sopra di tutto sta la legge dello Stato va in frantumi la libertà dell'uomo compresa quella delle femministe e dei socialisti. Se al di sopra di tutto sta la legge dello Stato come si fa a contestare il terrore convalidato dalla legge di Lenin e dalla legge di Hitler degli anni '20 (di cui naturalmente non si fa parola)? L'inizio di ogni totalitarismo è sempre stata la deformazione della storia la scoperta nella storia di un capro espiatorio cui riversare le colpe di ogni male: la borghesia per Lenin, gli ebrei per Hitler, la religione oggi per i socialisti europei. "C. considerando che nel corso della storia fino ai nostri giorni, le donne sono state e sono una delle principali vittime dei fondamentalisti religiosi; "D. considerando che la maggior parte delle religioni ha sofferto di questo tipo di degenerazioni fondamentaliste o integraliste, secondo varie modalità, in qualche momento della loro storia...". "L. riconoscendo la validità di quanto propugnano i fautori della secolarizzazione o della separazione fra ciò che costituisce affari pubblici rientranti nella sfera politica e ciò invece che sono convinzioni e credenze religiose che devono essere libere e rispettate e che appartengono alla sfera privata degli individui; considerando deplorevoli le ingerenze delle Chiese e delle comunità religiose nella vita pubblica e politica degli stati". Se abbiamo capito bene, le credenze religiose devono essere libere e rispettate finché non si esprimono in pubblico. È come dire che gli uccellini sono liberi e rispettati finché restano in gabbia. Non riusciamo a capire come i verdi europei si siano accordati con i socialisti rossi nel sottoscrivere il documento in parola. Avrebbero dovuto astenersi, almeno in considerazione degli animali. Fuori metafora ricordiamo che il preambolo alle persecuzioni religiose che hanno fatto decine di migliaia di martiri soltanto in Russia partiva dallo stesso preconcetto chiaramente espresso nel punto "L". Ma non si tratta soltanto di questione religiosa. Ogni pensiero giudicato degno di rispetto, ridotto nella sfera intima della persona è un pensiero castrato e sempre in balia, come la storia dimostra, di essere perseguitato dal potere. Il manifesto socialfemminista è per se stesso un manifesto persecutorio. Anche i cristiani possono avere nella storia limitato indebitamente la libertà dell'uomo venendo meno al cuore del cristianesimo. I socialisti europei d'ora innanzi potranno tranquillamente limitare o sopprimere la libertà dell'uomo senza venir meno ai loro principi femministi. Il documento proposto dalle femministe e approvato dai socialisti europei è nel suo insieme una prova che relegando il senso religioso "alla sfera privata, ogni progetto democratico finisce per togliere la libertà dell'uomo in ciò che è più essenziale, aprendo così le porte ad ogni arbitrio. "Se Dio non esiste - affermava Dostoevskij - tutto è permesso", ma se all'uomo tutto è permesso l'uomo è finito. Di fronte ad un Europa unita e non più cristiana, che proclama la libertà per tutti e nello stesso tempo accondiscende ad una nuova ideologia che permette di eliminare la libertà di ognuno c'è una sola speranza: la libera unità dei cristiani in nome di Cristo. Nella storia della letteratura russa c'è un personaggio che era riuscito a fare l'unità economica e politica dell'Europa e intendeva pure collaborare all'unità dei cristiani purché, come i socialisti e le femministe d'oggi, non riconoscessero nulla superiore al potere dello Stato, naturalmente da lui rappresentato. I russi lo hanno chiamato Anticristo.

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