> EDITORIALE 3/2005

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Tradizione, ecumenismo: una vita

Nel libro La mia vita Benedetto XVI, a ricordo della morte della mamma, scrive: "La luce della sua bontà è rimasta, e per me è diventata sempre più una concreta dimostrazione della fede da cui lei si era lasciata plasmare. Non saprei indicare una prova della verità della fede più convincente della sincera e schietta umanità che la fede ha fatto maturare nei miei genitori e in molte persone che ho potuto incontrare". Queste semplici parole del Pontefice non indicano soltanto un tenero e robusto affetto per i genitori, ma insieme ci aiutano a comprendere la sua posizione teologica ed umana, frutto di una storia e di una educazione. Anche quando il Papa, richiamandosi al suo predecessore, ci invita a non aver paura perché in Cristo non c'è nulla da perdere e tutto da guadagnare, noi comprendiamo che non si tratta di una bella lezione imparata, ma di una esperienza di vita da cui è stato educato, che ha confermato la sua fede ed ha segnato in profondità il suo pensiero. Sempre nel testo citato, Benedetto XVI parla del dibattito all'interno del Concilio Vaticano II su come dovevano essere interpretate "le fonti della Rivelazione". Anche fra i Padri conciliari otteneva ascolto e simpatia una certa tendenza che sosteneva "la completezza materiale" della Rivelazione nella sola Sacra Scrittura, mettendo così in ombra la Tradizione ed esaltando fuori misura l'autorità degli specialisti in materia. In questo modo la varietà delle interpretazioni "scientifiche" permetteva alle singole persone di scegliere secondo i gusti. La risposta del teologo Ratzinger è illuminante. Egli scrive: "La Rivelazione, cioè il volgersi di Dio verso l'uomo, il suo venirgli incontro è sempre più grande di quanto può essere espresso in parole umane, più grande anche delle parole della Sacra Scrittura… la Rivelazione è qualche cosa di vivo, più grande; perché sia tale deve giungere a destinazione e deve essere recepita, altrimenti essa non diventa "Rivelazione". La Rivelazione non è una meteora precipitata sulla terra, che giace da qualche parte come una massa rocciosa da cui si possono prelevare dei campioni di materiale, portarli in laboratorio e analizzarli. La Rivelazione ha degli strumenti, ma non è separata dal Dio vivo ed interpella sempre la persona viva a cui essa giunge: il suo scopo è sempre quello di raccogliere gli uomini, di unirli fra loro; per questo essa implica la Chiesa… Della Rivelazione fa parte l'organismo vitale della fede di tutti i secoli". Proprio questa sporgenza della Rivelazione sulla Sacra Scrittura, che a sua volta non può essere espressa in un codice di formule, è quello che noi chiamiamo "Tradizione". Da questa posizione teologica si possono trarre molti spunti di riflessione. Qui ci limitiamo a due osservazioni. Innanzitutto, l'idea che il teologo Ratzinger ha della "Tradizione" ha ben poco a che fare con il tradizionalismo di cui spesso viene accusato. La "Tradizione" raccoglie "l'organismo vitale della fede di tutti i secoli" e "interpella la persona viva" che vive nella Chiesa e dà vita alla Chiesa. Qui il protagonismo degli specialisti che intenderebbero essere gli unici interpreti "democratici" della "Rivelazione", passa alla persona che vive nella comunione della Chiesa. La semplice e profonda fede di una madre acquista tutti i requisiti per "rivelare" e confermare la fede di un Pontefice. In secondo luogo, la rivalutazione della Tradizione, così come la presenta l'attuale Pontefice ci sembra un contributo non secondario al cammino verso l'unità con i cristiani ortodossi. In particolare con i fratelli ortodossi russi. La Chiesa ortodossa russa, soprattutto dopo Chomjakov, ha sempre rimarcato il contributo di tutto il Corpo della Chiesa, in tutte le sue membra ad esso aderenti, nel "convalidare", nel vivere in pienezza la definizione del dogma. E' su questa strada che i segni dei tempi ci invitano a camminare insieme: come vivere e comunicare la "Rivelazione" affinché il mondo creda. Una vita in comunione missionaria è ancora in grado di commuovere il mondo miscredente.

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