> IN MEMORIA

Enrico Galbiati

Il 4 marzo scorso è morto a 90 anni monsignor Enrico Galbiati. Il suo nome era noto nel mondo cristiano come "patriarca dei biblisti". Senza avere qui la pretesa di enumerare tutti i meriti scientifici dello studioso, vorrei ricordare solo che uno dei primo testi tradotti in russo dalla nostra casa editrice è stato proprio il suo Pagine difficili della Bibbia, che ebbe un grande successo anche in Russia, sia tra i cattolici che gli ortodossi. Un altro campo dove emergeva la sua vastissima cultura era la liturgia. Era un grande esperto non solo del rito ambrosiano e romano, ma anche dei riti orientali, che per lui non erano solo oggetto di studio ma diventavano esperienza spirituale e strumento di comunicazione. Fin dai primi numeri della nostra rivista (che allora si intitolava "Russia Cristiana ieri e oggi") fu lui a curare, con il suo stile semplice, caldo e nello stesso tempo profondo, la rubrica che presentava al pubblico italiano il rito bizantino. Ma a monsignor Galbiati io personalmente sono grato soprattutto per l'amicizia e l'incoraggiamento che mi riservò nell'incerto e confuso nascere di "Russia cristiana". A tutto diritto Galbiati va considerato un cofondatore di "Russia Cristiana", assieme a Pietro Modesto, Nilo Cadonna, Adolfo Asnaghi e me. Quando io, sceso dalle montagne trentine fino a Milano, privo di qualsiasi "cultura ambrosiana", chiedevo timidamente di poter parlare della Russia, ero solitamente guardato con sospetto dalla gente comune, che mi invitava a tornare in tempi migliori. Monsignor Galbiati invece mi accolse subito con paternità e una fiducia sconfinata. Stare con lui era sentirsi a casa propria.
Ora è nella Casa del Padre, e sono certo che anche da lì continuerà a volerci bene. Sempre potremo contare sulla sua benevola comprensione e sul suo aiuto.

Romano Scalfi


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