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Hannah
Arendt: un'indagatrice
curiosa
di Mariano Vezzali
Come
ha sottolineato il recente convegno milanese "I Giusti nel
Gulag" il vero punto di resistenza al male totale è
l'uomo. Anche Hannah Arendt negli ultimi anni aveva studiato
il tipo umano che permette l'instaurarsi del totalitarismo.
Ricordando il 7 novembre, memoria del Gulag, e il 27
gennaio, memoria dell'olocausto, riconosciamo in questa
degenerazione antropologica un tratto comune a tutti i
totalitarismi.
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Viaggio
nelle tenebre, alla ricerca
dell'uomo
di Serena Vianello
Nelle
svariate memorie del GULag che ancor oggi approdano alle
case editrici russe e occidentali, quelle dello scrittore
Oleg Volkov (che purtroppo non esistono ancora in italiano),
si distinguono per la particolare sensibilità a tutte
le sfumature del bene presente anche nel marasma del lager.
La vera statura dell'uomo affiora immancabilmente in ogni
episodio raccontato; e tuttavia non si tratta del titano che
vince per la forza della propria volontà, ma
dell'uomo che si riconosce umilmente figlio di un mistero
più grande di lui.
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