CRONOLOGIA delle REPRESSIONI religiose in URSS

Gli oltre 100 milioni di cristiani in Russia furono sottoposti a persecuzioni di vario genere nel settantennio del potere sovietico. Complessivamente, la Chiesa ortodossa prima del 1917 contava circa 210.000 membri del clero (100.000 monaci e oltre 110.000 preti diocesani): di essi oltre 130.000 nel periodo 1917-1941 vennero fucilati; la stessa sorte subirono 250 vescovi, dei 300 esistenti nel 1917. Praticamente, tutti i pochi rimasti vivi furono sottoposti ad arresti e detenzioni in carceri e campi di concentramento. Nel 1941 si trovavano in libertà solo 4 vescovi ordinari, compreso il metropolita Sergij (Stragorodskij). Nel 1917 i cattolici in Russia erano circa 2 milioni e potevano contare su un migliaio di sacerdoti, 600 chiese, altrettante cappelle, due seminari e una facoltà teologica. Di tutto questo nel 1940 rimanevano due chiese, una a Mosca e l'altra a Leningrado, scampate alla chiusura perché di proprietà dell'ambasciata francese, e due sacerdoti. Nel 1937-1938 nei lager furono fucilati 120 sacerdoti cattolici.

Prima ondata repressiva (1917-1920)
Questo periodo vede la presa del potere da parte dei bolscevichi, saccheggi di chiese e fucilazioni dei sacerdoti; nel solo 1918 furono uccisi oltre 16.000 ortodossi, mentre il numero complessivo delle repressioni è 19.000: questo significa che quasi tutti i conflitti e gli arresti si conclusero con fucilazioni.
1917
Marzo: Nasce il primo nucleo degli "innovatori", un movimento "democratico" all'interno della Chiesa ortodossa, filocomunista, progressista, rabbiosamente contrario alla gerarchia ufficiale.
Giugno: A Pietrogrado ha luogo il primo Sinodo diocesano della Chiesa greco-cattolica in Russia, in cui si dà notizia della costituzione dell'Esarcato.
15 agosto: Apertura del Concilio della Chiesa ortodossa russa, che eleggerà il patriarca Tichon.
7 novembre: I bolscevichi prendono il potere.
13 novembre: Uccisione di padre Ioann Kocurov, il primo martire ortodosso.
1918
23 gennaio: Decreto del potere sovietico sulla separazione della Chiesa dallo Stato, espropriazione di tutti i capitali, terre, edifici appartenenti alla Chiesa.
25 gennaio: Decreto del Concilio ortodosso sulla nomina di alcuni locum tenens del patriarca, nell'eventualità di sua "morte o altri nefasti eventi". Martirio del metropolita Vladimir (Bogojavlenskij) di Kiev.
1919
14 febbraio: Decreto sulla liquidazione del culto delle reliquie.
Marzo: Arresto e condanna a morte (poi commutata nell'espulsione dal paese) dell'arcivescovo cattolico di Mogilev, Edward von Ropp.

Seconda ondata repressiva (1921-1923)
Si scatena una violenta offensiva contro la Chiesa, orchestrata attraverso la requisizione degli oggetti appartenenti alla Chiesa, con il pretesto di soccorrere le vittime della carestia nella regione del Volga. Nel solo 1922, nell'ambito di questa campagna furono fucilati 2.691 sacerdoti, 1.962 monaci, 3.447 suore.
1921
Estate: La carestia colpisce un territorio su cui vive il 20% della popolazione.
21 agosto: Il patriarca crea un Comitato di soccorso alle vittime della carestia (quasi immediatamente soppresso).
1922
23 febbraio: Decreto sulla requisizione degli oggetti preziosi appartenenti alla Chiesa.
19 marzo: Lettera segreta di Lenin: "La requisizione degli oggetti di valore deve essere condotta con implacabile risolutezza, senza fermarsi assolutamente davanti a nessun ostacolo. Quanti più esponenti della borghesia reazionaria e del clero reazionario riusciremo a fucilare per questo motivo, tanto meglio sarà".
6 maggio: Arresto del patriarca Tichon.
18 maggio: Gli "innovatori" prendono possesso della cancelleria patriarcale.
28 maggio: Il metropolita Veniamin di Pietroburgo scomunica i capi degli "innovatori".
13 agosto: Fucilazione del metropolita Veniamin di Pietroburgo.

Repressioni nel periodo 1923-1928
Il regime coltiva attivamente lo scisma degli "innovatori" per distruggere la Chiesa dall'interno. Nel 1925 parrocchie e diocesi degli "innovatori" avevano raggiunto quasi lo stesso numero di quelle della Chiesa canonica. Nel 1923-1924 vennero fucilati 2.469 sacerdoti. A partire dal 1928, nonostante la "Dichiarazione" lealista fatta l'anno prima dal metropolita Sergij, la persecuzione si intensificò.
1923
23-25 marzo: Processo contro i preti cattolici latini e bizantini, guidati dall'arcivescovo Cieplak e dall'esarca Fedorov.
1 aprile: Viene fucilato padre Konstanty Budkiewicz, primo martire cattolico.
29 aprile: Primo "concilio" degli "innovatori", sostenuto dal partito comunista allo scopo di fomentare la divisione all'interno della Chiesa.
16 giugno: Dichiarazione di lealtà del patriarca Tichon: "… d'ora in poi non sarò più nemico del potere sovietico".
25 giugno: Scarcerazione del patriarca Tichon.
1924
21 gennaio:Morte di Lenin.
1925
7 aprile: Morte del patriarca Tichon.
12 aprile: Il metropolita Petr (Poljanskij) assume la luogotenenza patriarcale.
10 dicembre: Arresto del metropolita Petr.
14 dicembre: Il metropolita Sergij (Stragorodskij) assume l'ufficio di vicario del locum tenens patriarcale.
1926
21 aprile: Consacrazione episcopale clandestina di padre Eugene Neveu a Mosca e di altri tre amministratori apostolici per Leningrado, Minsk e Odessa: tentativo di creare una gerarchia cattolica segreta al posto di quella ufficiale.
7 giugno: "Memorandum" dei vescovi ortodossi dal lager delle Solovki: vi si conferma la radicale incompatibilità fra ideologia comunista e fede cristiana.
Autunno: Tentativo di svolgere elezioni segrete del patriarca. Arresto dei promotori.
Dicembre: Arresto del metropolita Sergij. La direzione della Chiesa viene assunta dal metropolita Iosif (Petrovych). Immediatamente arrestato, nomina come suo vicario l'arcivescovo Faddej (Uspenskij).
1927
Marzo: Liberazione del metropolita Sergij
29 luglio: "Dichiarazione" del metropolita Sergij: "Vogliamo riconoscere l'Unione Sovietica come nostra patria, le cui gioie e successi sono le nostre gioie e i nostri successi". Il documento viene respinto da 2/3 dell'episcopato. Si distaccano gli "iosifliani" (seguaci del metropolita Iosif Petrovych) e i "non commemoranti" (che rifiutano di commemorare il metropolita Sergij durante la liturgia); nasce la "Chiesa catacombale" o "Vera Chiesa ortodossa".

Terza ondata repressiva (1929-1931)
Negli anni 1930-1931 si contano 50.000 arresti e 5.000 esecuzioni capitali di credenti ortodossi. Nel 1931-1932 i martiri ortodossi furono 19.812. Questa ondata repressiva è 5 volte più forte di quella del 1922.
1929
9 giugno: Il II Congresso degli atei militanti annuncia una nuova offensiva antireligiosa.
1930
2 febbraio: Appello di Pio XI ai credenti del mondo per la salvezza della Chiesa in Russia.
19 febbraio: Conferenza-stampa del metropolita Sergij: "In URSS non esistono persecuzioni contro la Chiesa".
1931
Aprile: Processo collettivo contro i preti cattolici tedeschi nella Regione del Volga.

Repressioni nel periodo 1932-1936
Questo periodo è detto "quinquennio dell'ateismo", a motivo dello scopo dichiarato di eliminare tutte le chiese e i credenti. Nonostante le persecuzioni, paragonabili per intensità a quelle del 1922, il fallimento del "quinquennio dell'arteismo" è evidente dal censimento del 1937, in cui si dichiarò credente più della metà della popolazione dell'URSS.
1932
15 maggio: Piano quinquennale antireligioso che prevede la chiusura di tutte le chiese e "la messa al bando dell'idea di Dio".
1936
22 dicembre: In seguito alla falsa notizia della morte del metropolita Petr, il metropolita Sergij assume la carica di locum tenens patriarcale.

Quarta ondata repressiva (1937-1938)
Nel 1937 si contano circa 200.000 repressioni, con circa 100.000 esecuzioni capitali. Entro il 1939 furono chiusi tutti i monasteri (nel 1917 erano più di 1000). Le chiese ortodosse, che nel 1917 erano più di 55.000 (oltre a circa 30.000 cappelle), nel 1939 erano ridotte a un centinaio.
1937
5 marzo: Il Plenum del Comitato centrale del PCUS sanziona l'uso del terrore di massa.
Luglio: Decreto di Stalin sulla fucilzione dei vescovi entro quattro mesi.
10 ottobre: Fucilazione del metropolita Petr (Poljanskij), locum tenens del patriarca, dopo otto anni di detenzione in cella di isolamento.
ott.-nov: Fucilazioni di massa nel lager delle Solovki (1850 detenuti), tra cui numerosi credenti, cattolici e ortodossi.

Repressioni dopo il 1939
Nel 1939-42 le esecuzioni capitali sono vicine a quelle del 1922 (1.100 all'anno), nel 1943-46 invece il numero delle repressioni diminuisce significativamente. Si notano dei rigurgiti repressivi nel 1947 (vengono arrestati 679 sacerdoti ortodossi), e nel 1949-50. La lotta antireligiosa riprende brutale sotto Chruscev, ma nel periodo 1953-89 i metodi usati sono diversi: vengono condotte massicce operazioni di chiusure di chiese, i sacerdoti sono privati della registrazione statale e quindi della possibilità di guadagnarsi da vivere, i credenti sono licenziati dal lavoro ecc. Altro discorso vale per la Chiesa cattolica. Dopo la fine della guerra la Chiesa latina presente in URSS non conobbe nessuna concessione da parte di Stalin; solo nel 1991 è stata ripristinata la gerarchia cattolica latina nei territori dell'ex Unione Sovietica. Dopo la guerra la persecuzione si abbattè in particolare sui cattolici delle Repubbliche Baltiche, in primo luogo della Lituania, dove l'80% della popolazione era cattolica. Inoltre nel 1946 la Chiesa cattolica di rito bizantino presente in Ucraina fu abolita e i suoi 9 vescovi furono deportati nei lager. Dal 1945 al 1950 in Ucraina furono uccisi 344 sacerdoti cattolici, avvelenato un vescovo. Fino al 1989 la chiesa cattolica di rito bizantino fu costretta a vivere nelle catacombe.
1939
23 agosto: Firma del patto di non aggressione con la Germania, e del protocollo segreto aggiuntivo sulla spartizione della Polonia e delle zone di influenza nell'Europa Orientale.
2 novembre: L'URSS si annette l'Ucraina e la Bielorussia occidentale.
1940
6 agosto: L'URSS si annette i Paesi Baltici.
1941
22 giugno La Germania attacca l'URSS.
1943
4 settembre: Il metropolita Sergij, locum tenens patriarcale, si incontra con Stalin che consente la riapertura di circa 15.000 chiese e la convocazione di un Concilio per l'elezione del Patriarca.
8 settembre: Il Concilio dei vescovi elegge patriarca il metropolita Sergij.
1946
9 febbraio: Discorso di Stalin agli elettori: inizio della "guerra fredda".
10 marzo: Il "Concilio di L'vov", un atto assolutamente anticanonico e illegale montato dal regime, proclama l'autoscioglimento della Chiesa greco-cattolica ucraina e la sua annessione alla Chiesa ortodossa.
1953
5 marzo: Morte di Stalin.