Oros Petr (1917 – 1953)

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vescovo greco cattolico

Il vescovo Petr nasce il 14 luglio 1917 nel villaggio Buri (Ungheria), nella famiglia di un sacerdote greco cattolico. Nel 1919 la famiglia si trasferisce in Transcarpazia. Nel 1937 Petr Oros entra nel seminario diocesano di Užgorod e il 28 luglio 1942 è ordinato sacerdote. Inizia il sacerdozio come vicario nel villaggio Bol’šie Komjaty. Il 19 novembre è ordinato vescovo segretamente dal vescovo Feodor Romža. Nel 1946 è parroco nel villaggio Belgi. Nel 1948 gli organi del potere locale usano tutti i mezzi per indurre il vescovo Petr a passare alla Chiesa ortodossa del Partiarcato di Mosca.
A lui, come a tutti quelli che non rinnegano le proprie convinzioni, proibiscono di esercitare ogni funzione sacerdotale, ma il vescovo resta fedele alla sua vocazione, anche se deve esercitarla in clandestinità. A seguirlo ci sono i sacerdoti Ivan Margtyč, Ivan Roman e Ivan Čenger. La resistenza del vescovo preoccupa il potere sovietico che all’inizio del 1953 lo arresta e lo trattiene nella prigione di Užgorod soltanto per due settimane. Nell’estate del 1953 un miliziano tenta di arrestare il vescovo, ma egli riesce a fuggire nascondendosi fra gli arbusti. Però da questo momento si trova in una condizione estremamente pericolosa: il KGB non ammette di essere ingannato.
La sera del 27 agosto 1953, vigilia della solennità della Dormizione della Madre di Dio, dopo aver celebrato la Divina Liturgia con la partecipazione di un folto gruppo di gente nel villaggio Bol’šie Komjaty, si ferma per confessare e comunicare i fedeli. Il giorno seguente, mentre si dirige a piedi verso la stazione ferroviaria di Sel’co, viene fermato da un miliziano. Da questo momento del vescovo non si ha più nessuna notizia. Testimoni affermano di aver udito due copi di pistola. Il suo corpo viene trasportato nell’obitorio dell’ospedale di Iršabska e sepolto segretamente nel garage della milizia. Questo si viene a sapere 30 anni dopo, grazie alla testimonianza giurata di un miliziano.