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Nasce nel 1870 nel villaggio di Zimarovo, in provincia di
Rjazan', nella famiglia di un sacerdote ortodosso. Compie
gli studi presso la facoltà di giurisprudenza e
l'Accademia teologica di San Pietroburgo, successivamente
lavora come insegnante di russo e come missionario diocesano
in Siberia. Viene eletto membro del Concilio del 1917-18
come rappresentante dei laici. Ordinato sacerdote
(celibatario) nel 1919, opera a Poltava. Nel 1922 viene
arrestato per essersi opposto all'esproprio dei vasi sacri e
condannato alla fucilazione, poi commutata in 10 anni di
lager. Amnistiato nel 1925, prende i voti monastici e il 12
agosto viene consacrato vescovo. Nel 1926 viene nuovamente
arrestato e internato nel lager delle Solovki fino al 1929.
Da qui nel 1927 esprime per lettera al metropolita Sergij il
suo completo disaccordo per la dichiarazione di lealismo al
potere sovietico; è inoltre uno degli estensori del
"Memorandum dei vescovi alle Solovki" che esprime la
posizione della Chiesa di fronte alle persecuzioni
religiose. Nell'ottobre 1929 viene mandato al confino nella
regione di Irkutsk, dove poco dopo viene arrestato e
trasferito a Mosca, nella prigione dell'OGPU. Condannato a
morte, viene fucilato il 7 febbraio 1930. |