|
|
|
Era il parroco ortodosso del villaggio di Vasil'evka, in
provincia di Cherson, celebrava nella chiesa dedicata al
Natale di Cristo; inoltre insegnava religione nella scuola
del villaggio. Conduceva una vita austera, ma era cordiale e
generoso con quanti incontrava. Celebrava con grande
devozione, ogni giorno era in chiesa fin dalle quattro del
mattino. Padre Sergij, che si mantenne sempre fedele al
patriarca Tichon e non accettò mai lo scisma degli
"innovatori", fu arrestato nel 1922. Durante la terribile
carestia di quegli anni, gli abitanti del villaggio
ricevettero degli aiuti dalla missione americana di
soccorso. Il regime tuttavia pretese una sorta di pagamento
dei viveri, sequestrando l'oro e gli oggetti preziosi sia
dei privati che della chiesa. Vista l'opposizione della
popolazione, che si era schierata a sbarrare l'ingresso alla
chiesa, i poliziotti ubriachi aprirono il fuoco sulla folla
e la dispersero, poi arrestarono padre Sergij e due
responsabili del consiglio parrocchiale, Kirill Prijmak e
Prochor Buncuk. Quest'ultimo tentò di opporre
resistenza e venne fucilato sul posto. Padre Sergij e
Prijmak furono crudelmente torturati. La mattina dopo i
parrocchiani trovarono i resti straziati e li seppellirono
insieme in chiesa. |