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Nacque il 30 dicembre 1870 nel villaggio di Kolpna, nel
governatorato di Tula; ortodosso, laureato in giurisprudenza
e convinto sostenitore della monarchia, nel 1917 fu membro
della IV Duma e lavorò nella commissione che si
occupava dei problemi ecclesiastici. Nel 1917-18
partecipò al Concilio della Chiesa ortodossa,
svolgendovi un incarico segretariale. Nell'autunno 1920
pronunciò i voti monastici prendendo il nome di
Sergij in onore di san Sergio di Radonez, e poco dopo fu
ordinato sacerdote. Nel maggio 1922 fu arrestato nell'ambito
della campagna di requisizione degli oggetti preziosi
appartenenti alla Chiesa, e in giugno fu sottoposto a
processo insieme a numerosi ed illustri esponenti della
Chiesa ortodossa, tra cui il metropolita Veniamin; durante i
dibattimenti processuali padre Sergij si dichiarò
solidale in tutto con il metropolita Veniamin. Il 5 luglio
1922 fu emessa la sentenza che lo condannava alla pena
capitale. Venne fucilato insieme al metropolita Veniamin e a
Ivan Kovsarov nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1922. |