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Nato nel 1888 nel villaggio di Kosino, in provincia di
Vjatka, al termine del seminario fu ordinato sacerdote
ortodosso; esercitò il ministero in diversi villaggi
della regione natale, finché nel 1928, mentre
risiedeva a Il'inskoe, gli sequestrarono tutto. La famiglia
fu costretta a vivere nello scantinato della chiesa. In
seguito le autorità civili lo allontanarono
addirittura dal villaggio; padre Aleksandr tuttavia tornava
regolarmente a Il'inskoe per celebrare. Fu arrestato
all'alba, nell'agosto 1937, e i familiari non lo videro
più. Il 23 agosto 1937 la Trojka dell'UNKVD per la
regione di Kirov lo condannò alla pena capitale, per
"propaganda antisovietica". Venne fucilato il 27 agosto
1937. |