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Nato
nel 1870 a Mosca, è uno dei più famosi autori
religiosi russi: si firmava con lo pseudonimo di Poseljanin.
Ancora studente si recò all'eremo di Optina dove
divenne figlio spirituale di Amvrosij (canonizzato dalla
Chiesa ortodossa russa). Dal 1890 si trasferì a San
Pietroburgo, dove iniziò un'intensa attività
di pubblicista, scrivendo per le riviste e i giornali
religiosi più popolari. Pubblicò in
particolare molti scritti sugli starcy di Optina, sulle
icone, sui santuari e sui santi russi più venerati,
di cui raccoglieva materiali durante i suoi molteplici
pellegrinaggi; metteva in luce anche la crescente
secolarizzazione dell'intelligencija russa. Venne arrestato
una prima volta il 12 aprile 1924 e condannato a 2 anni di
confino. Il secondo arresto avvenne nel dicembre 1930 per
"contatti con stranieri" (aveva scritto ai parrocchiani
all'estero per avere aiuti economici). Durante il processo
si comportò con dignità e coraggio; fu
condannato alla fucilazione, che ebbe luogo in carcere il 13
febbraio 1931. |