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Nato nel 1886, era il parroco ortodosso del villaggio di
Puchovici, in Bielorussia. Fu arrestato il 7 febbraio 1933
come membro di un fantomatico "Partito per la liberazione
dei contadini", inventato dal regime comunista per eliminare
persone sospette, in particolare il clero di campagna.
Furono accusate di appartenere a questo partito 110 persone,
di cui 100 vennero fucilate: padre Georgij era tra costoro.
La sentenza venne emessa a Minsk il 2 aprile 1933, e la
fucilazione seguì a breve termine. La famiglia di
padre Georgij venne spogliata di ogni avere e deportata nel
Nord. |