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Nato il 2 luglio 1885 nel villaggio di Dudici, in provincia
di Minsk, era il figlio di un parroco ortodosso. Fu ordinato
sacerdote nel 1908 e inviato a celebrare nel villaggio di
Pesocnoe, dove svolse il ministero fino al 1932. Con
l'inasprirsi della lotta contro la classe contadina, dal
1928 anche i sacerdoti in Bielorussia subirono repressioni.
Nel 1932 anche la chiesa di Pesocnoe fu chiusa e distrutta,
e padre Vladimir si trasferì a Kopyl'. I figli furono
allontanati dalla scuola perché credenti. Lui veniva
continuamente convocato alla sede dell'NKVD perché
ripudiasse pubblicamente il sacerdozio, minacciato e vessato
sia fisicamente che moralmente. "Il Signore ci ha mandato
questa prova e noi dobbiamo sopportarla senza mormorare",
ripeteva invariabilmente padre Vladimir ai figli. Il 24
marzo 1936 fu condannato a 2 anni di prigione per aver
celebrato battesimi e funerali senza notificarli alle
autorità, per non compromettere i credenti. Liberato
provvisoriamente, fu nuovamente arrestato di lì a
qualche giorno e condannato per spionaggio alla pena
capitale. Venne fucilato il 5 gennaio 1938. Solo nel 1956
alla moglie fu notificato che il marito era morto il 4
novembre 1942 per arresto cardiaco. |