Kuznecov Nikolaj (1868 - 1930)
Laico ortodosso, nato il 4 aprile 1868 a Vjaz'ma (Smolensk), si laurea alla facoltà di fisica e matematica dell'Università di Mosca e poi all'Accademia teologica di San Pietroburgo. E' docente di diritto ecclesiastico all'Accademia teologica di Mosca, partecipa ai lavori preparatori del Concilio e risulta fra i membri dello stesso Concilio nel 1917-18. Viene arrestato più volte: nel 1918, nel 1919, nel 1920 (condannato a morte, pena poi commutatagli in 5 anni di lager). Il motivo delle repressioni è l'incarico, affidatogli dal Santo Sinodo, di far valere i diritti della Chiesa e di rappresentare in qualità di giurista il patriarca nelle trattative con le autorità sovietiche. Amnistiato nel 1921, continua ad adoperarsi in tutti i modi per dimostrare l'infondatezza delle accuse lanciate contro il clero. "Liberale progressista", simpatizza inizialmente per la causa degli "innovatori", ma ben presto ne resta deluso. Interviene anche nelle dispute pubbliche fra credenti e atei, dispute che verranno in seguito proibite quando il regime si accorgerà che gli atei non sono in grado di sostenere la "dialettica" dei credenti. L'ultima disputa sostenuta da Kuznecov risale al 3 gennaio 1928: riporta la vittoria e si guadagna la deportazione ad Alma-Ata (Kazachstan), dove muore il 5 gennaio 1930.