|
|
|
Nato
nel 1899 da famiglia contadina nel villaggio di Litvinovka,
in provincia di Kiev, al termine degli studi teologici venne
ordinato sacerdote ortodosso e svolse il ministero nella
provincia di Kiev. Era un pastore semplice e amato dai
fedeli. Durante l'occupazione tedesca la chiesa,
precedentemente chiusa dai comunisti, fu riaperta e padre
Zachar poté riprendere le celebrazioni. Il 23 marzo
1945 fu arrestato e condannato dal tribunale militare come
spia tedesca a 10 anni di lager, con la privazione dei
diritti civili e la confisca dei beni. La fame, il gelo
siberiano e il lavoro estenuante lo resero ben presto
invalido, tanto più che nel 1949 venne trasferito ai
campi di lavoro di Abez' (Repubblica dei Komi), che i
detenuti chiamavano "il crematorio". Il 21 marzo 1955, ormai
incapace di muoversi, fu liberato con "l'obbligo di rimanere
sotto sorveglianza". Morì pochi giorni dopo. |