Kozevnikova Matrena (1888-1977)

Nasce il 22 novembre 1888 nel villaggio di Russkij Aktas, nel governatorato di Ufa. Resta orfana a 3 anni, a 16 anni si sposa e ha sette figli dei quali solo tre restano in vita. Il marito, ex ufficiale rifiutatosi di combattere con i Bianchi, viene ucciso nel 1926. Anche Matrena subisce repressioni, prima dai Bianchi e poi dai bolscevichi durante le campagne degli anni '30 contro i "contadini ricchi". Nel 1943 viene arrestata "per propaganda religiosa" e in novembre condannata a 10 anni di lager: infatti era andata addirittura a Mosca e si era rivolta a Kalinin e alla Krupskaja perché intervenissero in difesa della chiesa, che le autorità volevano far saltare dopo averla depredata. Amnistiata alla fine del 1948, fa ritorno al villaggio, dove rivede i figli e la sua misera casupola semidiroccata. Vive chiedendo la carità, aiutando i bisognosi, passando di casa in casa a parlare della fede e di Cristo. Muore il 27 febbraio 1977.