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Nacque il 16 ottobre 1888. Entrò nell'eremo di
Rajthu, nella diocesi di Kazan', dove lavorava nella
foresteria e agli alveari. Durante la prima guerra mondiale
fu chiamato sotto le armi, poi nel 1918-1919 venne
richiamato a prestar servizio in un battaglione addetto al
carico e scarico dei vagoni. Nel 1919 poté far
ritorno al suo eremo, dove il 4 dicembre 1920 prese i voti
monastici e nel 1923 gli ordini sacerdotali. Quando nel 1928
l'eremo di Rajthu venne chiuso, rimase come parroco della
chiesa fino al 1930, quando fu arrestato e condannato alla
fucilazione dalla Trojka dell'OGPU per la Repubblica tatara.
Durante l'interrogatorio padre Iosif così rispose al
giudice (come risulta dagli archivi del KGB): "Il potere
sovietico non agisce secondo la volontà di Dio; per
questo non viene da Dio ma da satana. E' un potere che
chiude le chiese, profana le icone, insegna l'ateismo ai
bambini e così via, secondo la volontà di
satana. Meglio morire credendo che vivere senza fede. Io
credo fermamente nel Cristo Risorto e nella Sua venuta".
Fucilato il 7 aprile 1930 con altri sei monaci, è
stato canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa nel 1996. |