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Era il sacerdote ortodosso del villaggio di Abramovo, in
provincia di Tver', parroco della chiesa della
Natività della Madre di Dio. Venne arrestato
sull'altare nel 1936, mentre stava celebrando la liturgia.
Venne rilasciato pochi giorni dopo, come raccontò lui
stesso, "a patto che riferissi agli organi della polizia
quanto venivo a sapere in confessione dai fedeli. Ma io non
posso vendere l'anima al diavolo". "Abiura, padre -
consigliarono i parrocchiani - noi ti perdoniamo, in cambio
tu avrai salva la vita". "No - rispose padre Nikolaj -
Cristo ha sofferto la passione a anch'io voglio portare la
mia croce per i peccatori". Di lì a un anno, nel
dicembre 1937 fu arrestato, e fucilato nel '38. Lasciava la
moglie e cinque figlie. Alla vedova, che chiedeva che ne
fosse di suo marito, la polizia rispose che "era meglio non
fare certe domande se le era cara la vita". |