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Nacque il 26 dicembre 1905 a Teheran; era figlio del console
russo in Persia che il 19 gennaio 1911 perì vittima
di un attentato. Dopo la morte del padre la famiglia si
trasferì a Pietrogrado fino al 1920, quando nel
tentativo di sfuggire alla carestia passò prima a
Saratov e poi a Mosca. A Mosca Oleg frequentò la
facoltà di medicina ma poco prima di terminare gli
studi abbandonò l'università per consacrarsi a
Dio. Nel 1928 entrò come novizio nel monastero di San
Pietro all'Altura a Mosca. Nel 1929 pronunziò i voti
monastici e si stabilì a vivere nel campanile del
monastero, dove fu arrestato nel 1933 e condannato a 3 anni
di lager. Nei lager della Kolyma lavorò come
infermiere, e fece ritorno a Mosca con documenti che gli
consentivano di riprendere gli studi di medicina. Feodor
preferì tuttavia abbracciare la strada del
sacerdozio; fu ordinato nel giugno 1937 e gli venne affidata
la parrocchia ortodossa del villaggio di Ivanovskoe, nei
dintorni di Mosca. Padre Feodor fu convocato dal giudice
istruttore che gli promise di riaprire la chiesa in cambio
della sua "collaborazione". "Non sono stato educato come un
delatore", rispose apertamente padre Feodor. Arrestato l'8
luglio 1941, morì sotto tortura durante un
interrogatorio il 19 luglio 1943. |