Archangel'skij Stefan (? - 1935)
Sacerdote ortodosso, fu arrestato all'inizio degli anni '20 e rinchiuso nel carcere di Orel. Qui gli proposero di rinnegare Dio e di intervenire pubblicamente contro la Chiesa, in cambio della liberazione. Al suo rifiuto, fu rinchiuso in una cella di isolamento dove non c'era lo spazio neppure per coricarsi e dove, dall'alto, gli gocciava sulla testa acqua gelida. Venne liberato nel 1931, gravemente malato. Durante la sua reclusione la moglie e la figlia si erano date alla macchia per sfuggire alle persecuzioni: padre Stefan si trovò dunque solo, e si adattò a vivere in un bugigattolo all'interno di un magazzino. Nel frattempo riprese a celebrare. Nel 1935, quando si presentò all'ospedale in preda a un attacco di appendicite, in un primo momento si rifiutarono di ricoverarlo perché i suoi capelli lunghi rivelavano che era un prete. Quando alla fine i medici si decisero ad operarlo, era troppo tardi. Morì alcune ore dopo, il 12 luglio 1935.