|
|
|
|
|
Sacerdote
ortodosso, fu arrestato all'inizio degli anni '20 e
rinchiuso nel carcere di Orel. Qui gli proposero di
rinnegare Dio e di intervenire pubblicamente contro la
Chiesa, in cambio della liberazione. Al suo rifiuto, fu
rinchiuso in una cella di isolamento dove non c'era lo
spazio neppure per coricarsi e dove, dall'alto, gli gocciava
sulla testa acqua gelida. Venne liberato nel 1931,
gravemente malato. Durante la sua reclusione la moglie e la
figlia si erano date alla macchia per sfuggire alle
persecuzioni: padre Stefan si trovò dunque solo, e si
adattò a vivere in un bugigattolo all'interno di un
magazzino. Nel frattempo riprese a celebrare. Nel 1935,
quando si presentò all'ospedale in preda a un attacco
di appendicite, in un primo momento si rifiutarono di
ricoverarlo perché i suoi capelli lunghi rivelavano
che era un prete. Quando alla fine i medici si decisero ad
operarlo, era troppo tardi. Morì alcune ore dopo, il
12 luglio 1935. |