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I
nuovi programmi di scuola insistono sempre più sulla
storia del nostro secolo. In questa storia la Russia
(l'Unione Sovietica) ha avuto un ruolo centrale, sia in
termini strettamente storici (un sesto del mondo ha vissuto
per decenni alle dipendenze di Mosca) sia dal punto di vista
culturale e ideologico (il comunismo, in tutte le sue
varianti, è fenomeno centrale nel panorama culturale
e sociale del nostro secolo e non è certo finito con
la caduta del muro). E', quindi, del tutto legittimo
rileggere la storia del Ventesimo secolo utilizzando la
filigrana delle vicende sovietiche. Ripercorrendo le tappe
della storia dell'Unione Sovietica, si è voluto da un
lato dar conto di fenomeni e avvenimenti spesso sconosciuti
o addirittura taciuti nella manualistica corrente (basti
pensare alla persecuzione religiosa o al fenomeno
postbellico del dissenso) e, dall'altro lato, cercare di
capire le ragioni ultime di quanto è successo;
ragioni che affondano le radici nel degrado della
modernità e sono ben attive anche oggi. Dalla
situazione della Russia prima della rivoluzione, con un
affondo sui "miti" storiografici più in voga, si
è passati agli anni del "totalitarismo realizzato"
(1917-1921) e alla reazione ad esso, simboleggiata dalla
famosa raccolta di saggi Dal profondo. Un'altra
sessione è stata dedicata al "sistema
concentrazionario" (il GULag, su cui tante scoperte
storiografiche si stanno facendo negli ultimi tempi) e alla
sistematica distruzione del popolo perpetrata dal regime
attraverso la carestia, la collettivizzazione, le purghe, la
propaganda. Le sessioni di novembre hanno trattato degli
anni della guerra fino ai nostri giorni, passando attraverso
i fenomeni della destalinizzazione, della stagnazione e del
dissenso. L'ultima sessione è stata invece dedicata
specificamente al fenomeno religioso sia riguardo allo
scimmiottamento che ne ha fatto il regime, sia in merito
alla testimonianza censurata dei martiri.
Tra i relatori: V. Strada, P. Modesto, S. Firsov, A.
Ferrari, S. Lebedev.
GLI
ATTI DEL CONVEGNO SONO USCITI SUL
NUMERO
6/1999
DE "LA NUOVA EUROPA"
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