Contesto

Cinquant'anni fa il mondo si presentava diviso in due blocchi che sembravano condannati a uno scontro inevitabile: nessun progetto comune sembrava possibile, nessuna memoria di una passata unità sembrava poter soccorrere un'umanità che viveva sotto l'incubo di una nuova guerra, l'est europeo pareva inesorabilmente soffocato sotto il peso di un totalitarismo che aveva ridotto la stessa Chiesa a "Chiesa del silenzio" e l'occidente appariva sempre più segnato da un relativismo che rendeva le sue ragioni ogni giorno più deboli.
Russia Cristiana nacque allora sotto la spinta di un'intuizione: che quelle immagini, pur con tutta la loro imponente attendibilità, fossero in gran parte il frutto di una cattiva coscienza e di una mancanza di autentico realismo: lo scontro ideologico e le esigenze della lotta politica facevano spesso perdere di vista lo spessore di una resistenza dell'umano, tanto più consistente quanto più impegnativa e difficile. Pur schiacciata da un'oppressione che non conosceva tregua neppure durante la destalinizzazione, la Chiesa, segretamente continuava a fiorire e a produrre i frutti di santità che avrebbero di lì a poco permesso la rinascita del dissenso e del samizdat; il dissenso stesso pose in atto un movimento di opposizione e di liberazione che, unico in quegli anni, mostrò la possibilità di un'azione non violenta; la storia della Russia si apriva all'occidente europeo con un patrimonio che andava in controtendenza rispetto alle immagini e ai progetti prevalenti, offrendo una tradizione (in particolare quella della rinascita filosofico-religiosa) nella quale la ragione e la fede avevano mostrato la possibilità di una proficua collaborazione.

Contenuto

L'intuizione dalla quale Russia Cristiana era nata si articolò in seguito in una serie di piste di lavoro che nel corso degli anni permisero di riprendere alcuni elementi fondamentali della vita della Chiesa e della cultura: l'unità della Chiesa, innanzitutto, non come un progetto da realizzare, ma come esperienza dell'accoglimento di un dono al quale convertirsi e al quale rispondere per il bene dell'umanità. L'unità della Chiesa così ritrovata non era innanzitutto una questione interna alla Chiesa stessa e tanto meno una pura questione organizzativa; era piuttosto l'unità cristiana, l'unità della persona di ogni singolo cristiano, nel suo modo di concepire la propria vita personale e il senso della vita di tutto il mondo: questo apriva lo spazio per una riscoperta della persona come centro di una irriducibilità ultima dalla quale ripartire per ricostruire un "mondo in frantumi". Le radici di questa riscoperta della persona rinviavano alla dimensione propriamente cristiana della cultura russa: Cristo, sperimentato come "luce della ragione", diventava nello stesso tempo la fonte di una creatività inesauribile che aveva nella tradizione letteraria e artistica russa (l'iconografia, la grande letteratura del XIX e del XX secolo) una dimostrazione concreta del famoso aforisma dostoevskiano secondo cui "la bellezza salverà il mondo".

Obiettivi

A cinquant'anni dalla fondazione di Russia Cristiana, il convegno si propone di ripercorrere le linee fondamentali del lavoro svolto prima dal Centro e poi dalla Fondazione per recuperare e testimoniare le esperienze di unità, di ragionevolezza e di creatività che hanno consentito alla Russia e all'Europa di superare i totalitarismi del XX secolo e si offrono oggi come una possibile alternativa alle diverse forme di nichilismo.