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Convegno 2002
"Testimoni di Cristo. La memoria dei martiri del XX secolo e l'annuncio cristiano oggi in un mondo secolarizzato"

Seriate, 23-24 novembre 2002

Con il patronato alla Regione Lombardia
Con il patrocinio della Fondazione "Centro per lo sviluppo dei rapporti Italia Russia"
Promozione culturale del CREDITO BERGAMASCO
Gli Atti sono stati pubblicati sul numero 3/2003 de "La Nuova Europa"

Nato dall'esigenza di rispondere alle tante difficoltà che caratterizzano l'attuale testimonianza cristiana - ostacolata ora dall'indifferenza e dalla persecuzione del mondo, ora dalla tiepidezza degli stessi cristiani - il convegno ha raccolto una quindicina di interventi di studiosi italiani e stranieri, che hanno ripreso la problematica della testimonianza e dell'annuncio cristiano nella prospettiva dell'ecumenismo, secondo quella che è una delle preoccupazioni principali della Fondazione. Non a caso, contestando un atteggiamento molto diffuso che contrappone l'ecumenismo alla missione, uno dei relatori ha sottolineato come l'ecumenismo, in quanto "impeto capace di esaltare il bene in tutto ciò che si incontra", sia il metodo stesso della missione come annuncio di Cristo: certezza che diventa evidente non appena si metta al centro della propria testimonianza non il prevalere dei propri punti di vista e delle proprie misure, ma appunto l'appartenenza a Cristo. Le tematiche del martirio e dell'annuncio sono state affrontate a partire da due momenti centrali nella vita della Chiesa del XX secolo, il concilio celebrato dalla Chiesa ortodossa russa nel 1917-18 (proprio nel pieno degli sconvolgimenti che avrebbero portato alla nascita dell'Unione Sovietica) e il Vaticano II, momenti di cui sono state colte significative somiglianze, pur nella distanza temporale e nell'assoluta diversità delle circostanze sociopolitiche; il fatto è che al di là di queste differenze, entrambe le Chiese si trovarono allora di fronte alla necessità di un rinnovamento che fosse allo stesso tempo capace di restituire loro la freschezza missionaria delle origini. Il dono dello Spirito non si è fatto attendere, manifestandosi in entrambe le Chiese in maniera sovrabbondante, con due frutti altrettanto sorprendenti: per l'Occidente, quella modalità assolutamente nuova di presenza cristiana che sono stati e sono i movimenti ecclesiali, per la Chiesa russa quella modalità del tutto tradizionale (e pur inaudita per le dimensioni e le caratteristiche assunte) che è stata il martirio. Non potendo qui riassumere tutti gli spunti emersi dall'incontro, ci soffermiamo soltanto su alcuni aspetti della correlazione tra martirio e missione, che tutti i relatori hanno colto come elementi inseparabili e come diverse manifestazioni di una identica comunicazione di vita, della comunicazione di ciò che rende interessante la propria esperienza umana. I cristiani, è stato sottolineato, vivono oggi un duplice paradosso: generati dalla Croce di Cristo e vivificati dalla testimonianza resa a questa Croce (martirio), affascinati dall'incontro con il Risorto e spinti a condividerlo con tutti gli uomini (missione), sembrano incapaci di pensare sino in fondo questi due elementi fondativi.Il martirio subisce due riduzioni diametralmente opposte: o nessuno più ne parla e viene censurato in una perdita della memoria che lo considera una sorta di eccesso inutile, una ostentazione fastidiosa di una fede ridotta a opinione, oppure ogni morte violenta diventa martirio e il testimone di Cristo è messo sullo stesso piano di mille altre vittime, banalizzando così sia il martirio cristiano sia l'eroismo laico. Se non c'è più nulla di specifico e di irripetibile nella propria testimonianza (resa a Cristo e non alle virtù o alle potenze umane), è comprensibile che i cristiani abbiano perso anche il senso e il desiderio della missione, che subisce anch'essa le stesse riduzioni del martirio: o è vietata in una sorta di possesso geloso che continua a dividere il mondo in sfere di influenza e dimentica che ogni cristiano è tenuto e obbligato non solo ad annunciare Cristo, ma appunto a dare la vita per Lui (martirio) o la si trasforma in conquista, dimenticando che è la testimonianza resa a Cristo e alla sua potenza e non l'imposizione e l'estensione su tutto il mondo dei nostri punti di vista (anche su Cristo). Il martirio e la missione turbano la tranquillità di comunità che hanno perso la freschezza della comunione con Cristo: il problema del proselitismo e della memoria dei martiri non è un problema di rapporti diplomatici ed ecumenici o una questione di ricostruzione storica, ma il problema della nostra fede. Recuperare il senso e le figure storiche del martirio non significa così una semplice opera di ricostruzione storica o, peggio, archeologica, ma implica un impegno di conversione, i cui effetti si sono avvertiti nei lavori, caratterizzati da una fervida fraternità e da un forte senso di unità tra relatori e convegnisti cattolici e ortodossi. E' in questa atmosfera di sincera preoccupazione esistenziale che sono state ripercorse le vicende della Chiesa russa del XX secolo e ricostruite le biografie di alcuni martiri e testimoni, dal metropolita Veniamin di Pietrogrado a padre A. Glagolev di Kiev, cui fu dato di soffrire il martirio fino all'effusione del sangue, per arrivare a forme meno cruente di testimonianza come quelle di S. Fudel' o del vescovo Ermogen, il cui martirio fu quello della testimonianza quotidiana. Perchè, in effetti, a dispetto di tante riduzioni e confusioni, che spesso vedono nel martirio solo una forma di morte violenta, alla fine del convegno è tornato a essere chiaro "che la testimonianza, il martyrion, non è tanto una questione di morte quanto una questione di vita in ogni istante, che la morte per Cristo è solo la situazione limite di una lotta vitale, quotidiana per Cristo".

Adriano Dell'Asta

Relatori

Cervellera Bernardo, Missionario Pontificio Istituto Missioni Estere, giornalista, Roma (Italia)
Gejnrichs Evgenij, Sacerdote cattolico, teologo, San Pietroburgo (Russia)
Kraveckij Aleksandr, Candidato in scienze filologiche; Istituto di Lingua Russa dell'Accademia delle Scienze, Mosca (Russia)
Lush Gjergji, Sacerdote cattolico, profondo conoscitore di Madre Teresa, Ferizaj-Kosovo (Nuova Jugoslavia)
Marchetto Agostino, Vescovo cattolico, diplomatico presso la Santa Sede (già Nunzio apostolico in Bielorussia)
Martinez Javier, Vescovo cattolico di Cordoba (Spagna)
Negri Luigi, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano (Italia)
Nembrini Franco, Presidente Federazione Opere Educative, Milano (Italia)
Pezzi Paolo, Sacerdote cattolico. Vicario della Fraternità Missionaria sacerdotale "San Carlo Borromeo", Roma (Italia)
Pisoni Ambrogio, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano (Italia)
Saraskina Ljudmila. Dottore in scienze filologiche, direttrice scientifica dell'Istituto di Formazione artistica dell'Accademia dell'Educazione. Membro dell'Unione degli Scrittori, Mosca (Russia)
Semenenko-Basin Ilja. Docente universitario, storico della Chiesa, Mosca (Russia)
Sigov Konstantin, Direttore dell'Accademia Mogiliana di Kiev, pubblicista ed editore, Kiev (Ucraina)
Skarovskij Michail, Dottore in scienze storiche, direttore scientifico dell'Archivio Statale Centrale di San Pietroburgo (Russia)
Zelinskij Vladimir, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia (Italia)