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Nato dall'esigenza di rispondere alle tante
difficoltà che caratterizzano l'attuale testimonianza
cristiana - ostacolata ora dall'indifferenza e dalla
persecuzione del mondo, ora dalla tiepidezza degli stessi
cristiani - il convegno ha raccolto una quindicina di
interventi di studiosi italiani e stranieri, che hanno
ripreso la problematica della testimonianza e dell'annuncio
cristiano nella prospettiva dell'ecumenismo, secondo quella
che è una delle preoccupazioni principali della
Fondazione. Non a caso, contestando un atteggiamento molto
diffuso che contrappone l'ecumenismo alla missione, uno dei
relatori ha sottolineato come l'ecumenismo, in quanto
"impeto capace di esaltare il bene in tutto ciò che
si incontra", sia il metodo stesso della missione come
annuncio di Cristo: certezza che diventa evidente non appena
si metta al centro della propria testimonianza non il
prevalere dei propri punti di vista e delle proprie misure,
ma appunto l'appartenenza a Cristo. Le tematiche del
martirio e dell'annuncio sono state affrontate a partire da
due momenti centrali nella vita della Chiesa del XX secolo,
il concilio celebrato dalla Chiesa ortodossa russa nel
1917-18 (proprio nel pieno degli sconvolgimenti che
avrebbero portato alla nascita dell'Unione Sovietica) e il
Vaticano II, momenti di cui sono state colte significative
somiglianze, pur nella distanza temporale e nell'assoluta
diversità delle circostanze sociopolitiche; il fatto
è che al di là di queste differenze, entrambe
le Chiese si trovarono allora di fronte alla
necessità di un rinnovamento che fosse allo stesso
tempo capace di restituire loro la freschezza missionaria
delle origini. Il dono dello Spirito non si è fatto
attendere, manifestandosi in entrambe le Chiese in maniera
sovrabbondante, con due frutti altrettanto sorprendenti: per
l'Occidente, quella modalità assolutamente nuova di
presenza cristiana che sono stati e sono i movimenti
ecclesiali, per la Chiesa russa quella modalità del
tutto tradizionale (e pur inaudita per le dimensioni e le
caratteristiche assunte) che è stata il martirio. Non
potendo qui riassumere tutti gli spunti emersi
dall'incontro, ci soffermiamo soltanto su alcuni aspetti
della correlazione tra martirio e missione, che tutti i
relatori hanno colto come elementi inseparabili e come
diverse manifestazioni di una identica comunicazione di
vita, della comunicazione di ciò che rende
interessante la propria esperienza umana. I cristiani,
è stato sottolineato, vivono oggi un duplice
paradosso: generati dalla Croce di Cristo e vivificati dalla
testimonianza resa a questa Croce (martirio), affascinati
dall'incontro con il Risorto e spinti a condividerlo con
tutti gli uomini (missione), sembrano incapaci di pensare
sino in fondo questi due elementi fondativi.Il martirio
subisce due riduzioni diametralmente opposte: o nessuno
più ne parla e viene censurato in una perdita della
memoria che lo considera una sorta di eccesso inutile, una
ostentazione fastidiosa di una fede ridotta a opinione,
oppure ogni morte violenta diventa martirio e il testimone
di Cristo è messo sullo stesso piano di mille altre
vittime, banalizzando così sia il martirio cristiano
sia l'eroismo laico. Se non c'è più nulla di
specifico e di irripetibile nella propria testimonianza
(resa a Cristo e non alle virtù o alle potenze
umane), è comprensibile che i cristiani abbiano perso
anche il senso e il desiderio della missione, che subisce
anch'essa le stesse riduzioni del martirio: o è
vietata in una sorta di possesso geloso che continua a
dividere il mondo in sfere di influenza e dimentica che ogni
cristiano è tenuto e obbligato non solo ad annunciare
Cristo, ma appunto a dare la vita per Lui (martirio) o la si
trasforma in conquista, dimenticando che è la
testimonianza resa a Cristo e alla sua potenza e non
l'imposizione e l'estensione su tutto il mondo dei nostri
punti di vista (anche su Cristo). Il martirio e la missione
turbano la tranquillità di comunità che hanno
perso la freschezza della comunione con Cristo: il problema
del proselitismo e della memoria dei martiri non è un
problema di rapporti diplomatici ed ecumenici o una
questione di ricostruzione storica, ma il problema della
nostra fede. Recuperare il senso e le figure storiche del
martirio non significa così una semplice opera di
ricostruzione storica o, peggio, archeologica, ma implica un
impegno di conversione, i cui effetti si sono avvertiti nei
lavori, caratterizzati da una fervida fraternità e da
un forte senso di unità tra relatori e convegnisti
cattolici e ortodossi. E' in questa atmosfera di sincera
preoccupazione esistenziale che sono state ripercorse le
vicende della Chiesa russa del XX secolo e ricostruite le
biografie di alcuni martiri e testimoni, dal metropolita
Veniamin di Pietrogrado a padre A. Glagolev di Kiev, cui fu
dato di soffrire il martirio fino all'effusione del sangue,
per arrivare a forme meno cruente di testimonianza come
quelle di S. Fudel' o del vescovo Ermogen, il cui martirio
fu quello della testimonianza quotidiana. Perchè, in
effetti, a dispetto di tante riduzioni e confusioni, che
spesso vedono nel martirio solo una forma di morte violenta,
alla fine del convegno è tornato a essere chiaro "che
la testimonianza, il martyrion, non è tanto una
questione di morte quanto una questione di vita in ogni
istante, che la morte per Cristo è solo la situazione
limite di una lotta vitale, quotidiana per Cristo".
Adriano
Dell'Asta
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Relatori
Cervellera
Bernardo, Missionario
Pontificio Istituto Missioni Estere, giornalista, Roma
(Italia)
Gejnrichs
Evgenij, Sacerdote
cattolico, teologo, San Pietroburgo (Russia)
Kraveckij
Aleksandr, Candidato
in scienze filologiche; Istituto di Lingua Russa
dell'Accademia delle Scienze, Mosca (Russia)
Lush
Gjergji, Sacerdote
cattolico, profondo conoscitore di Madre Teresa,
Ferizaj-Kosovo (Nuova Jugoslavia)
Marchetto
Agostino, Vescovo
cattolico, diplomatico presso la Santa Sede (già
Nunzio apostolico in Bielorussia)
Martinez
Javier, Vescovo
cattolico di Cordoba (Spagna)
Negri
Luigi, Docente
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
(Italia)
Nembrini
Franco, Presidente
Federazione Opere Educative, Milano (Italia)
Pezzi
Paolo, Sacerdote
cattolico. Vicario della Fraternità Missionaria
sacerdotale "San Carlo Borromeo", Roma (Italia)
Pisoni
Ambrogio, Docente
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
(Italia)
Saraskina
Ljudmila. Dottore in
scienze filologiche, direttrice scientifica dell'Istituto di
Formazione artistica dell'Accademia dell'Educazione. Membro
dell'Unione degli Scrittori, Mosca (Russia)
Semenenko-Basin
Ilja. Docente
universitario, storico della Chiesa, Mosca (Russia)
Sigov
Konstantin, Direttore
dell'Accademia Mogiliana di Kiev, pubblicista ed editore,
Kiev (Ucraina)
Skarovskij
Michail, Dottore in
scienze storiche, direttore scientifico dell'Archivio
Statale Centrale di San Pietroburgo (Russia)
Zelinskij
Vladimir, Docente
Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia
(Italia)
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